Come potevo
restare indifferente dinanzi ad una questione così rilevante ?
Lasciarmi coinvolgere era il minimo che potessi fare. Dovevo
assolutamente sciogliere alcuni nodi che mi portavo dietro, come
fantasmi del passato.
A piedi nudi avevo attraversato il fiume sacro alla ricerca di un segno che mi indicasse il passaggio di Dio.
Lo stesso
Dio che davano per morto. Sui campi di sterminio e nella savana
Africana, nella pampa argentina e sulla via di Damasco. Ovunque il male
avesse trionfato, lì era morto Dio. Almeno così sostenevano, in tanti.
Sospettavo
però che tutto ciò fosse soltanto un alibi inconsistente per sgravare la
coscienza da ogni responsabilità. L’usuale ricerca di un colpevole, più
colpevole di tutti , sì da farci sentire innocenti.
E chi
meglio di Dio poteva recitare in quel ruolo ? L’aveva già fatto una
volta. Caricandosi tutto il peso delle umane miserie, mentre porgeva le
mani ai chiodi.
L’immenso
bene, l’immanente presenza, l’universale giustizia, si disinteressa
della sua creatura prediletta. Si mostra distratto e distante. Questa si
che è colpa grave. Inammissibile, inaccettabile.
Allora ribaltiamo i termini della relazione e da creatura ci trasformiamo in creatore.
Dio esiste perché, noi uomini l’abbiamo inventato. E muore a nostro piacimento. Ogni volta che lo riteniamo utile o necessario.
Lo abbiamo
già ucciso a Hiroshima e sulle montagne del Kurdistan dove la gente ha
consumato le scarpe inseguendo illusioni. Lo abbiamo ucciso ogni volta
che un sogno è volato via come una bolla di sapone e la verità e stata
spinta in fondo al buio di un pozzo.
Lo abbiamo
ucciso quando abbiamo distratto lo sguardo, così da non compiere alcuna
scelta. Lo abbiamo ucciso ogni volta che siamo rimasti indifferenti al
dolore e alla miseria. Indifferenti al sorgere dell’alba ed al riverbero
rubino del tramonto. Immobili come statue di cera intente a contemplare
solo la perfezione delle nostre forme.
Mentre già
sorge il sole ed il gallo canta, per tre volte. E nelle strade, con le
campane che suonano a festa, la gente grida: è risorto.
Dio è risorto.

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