" In questo lasciare e prendere, fuggire e ricercarsi, sembra davvero di vedere una determinazione superiore: si dà atto a tali esseri di una sorta di volontà e capacità di scelta, e si trova del tutto legittimo un termine tecnico come affinità elettive."
( Goethe )
Avevamo
l'abitudine di sederci su due grosse pietre bianche che avevamo
battezzato, "Adolfo e suo cugino". Una sorta di piccola rivincita che
riscattava in parte la nostra sofferenza. L'idea di poggiare il culo
su quei sassi ci divertiva. Ridevamo, di un riso amaro come i morsi
alle cannucce d'erba ancora fresca.
Petroni
sbuffava fingendo di fumare una sigaretta inesistente. Non era un
codardo. Soltanto un uomo ferito e deluso profondamente. Se solo
fosse stato possibile dar fuoco al pioppo con la sua passione, del
grande albero, in un batter di ciglia sarebbe rimasta soltanto
cenere.
Quanto
gli sarebbe piaciuto afferrare le braccia di quei fantocci e seguendo
il filo che li regge giungere a chi li manovra, per spezzarlo. Ridare
a quei corpi incapaci di sostenersi da soli , l'orgoglio della libertà.
-
Tieni ,- mi disse porgendomi un minuscolo libretto, come quelli che
ti danno a teatro per seguire l'opera, - leggi a pagina otto. Con le
giuste pause. A volte, sai, sono più importanti delle parole. Una
sorta di profondo respiro fra due note che regola l'impulso delle
emozioni e rende più nobile ogni gesto. -
Aprii
a pagina otto, impostai la voce e lessi . - Guarda un animale, uno
qualsiasi. Un cane, un gatto, un leone o una giraffa, vedrai che
tutti sono al loro giusto posto,naturalmente , senza alcun imbarazzo.
Non vogliono impressionarti
nè adularti. Niente commedia. Sono come i fiori e le stelle nel
cielo. - Le ultime parole le pronunciammo insieme. Petroni aveva
ripetuto, con me, ogni passo sottovoce.
-
Guardali bene - mi disse, - questi altri animali sono soltanto
burattini senz'anima che recitano in una commedia ignobile. La loro
bandiera sarà ancora alta sul pennone, quando, per opportunismo,
l'avranno rinnegata più volte. –
Un
tiepido giorno di primavera, seduto sul "cugino", Petroni si passò il
fazzoletto sulle labbra, respirò avidamente un lunga boccata d'aria
e mentre lentamente la restituiva, mi disse : - il buio nasconde ogni
cosa e rende tutto incomprensibile, eccetto l'aria che respiriamo. -
Poi, come una rondine che torna al suo nido,reclinò il capo e se ne
andò.
Mi
piace immaginare che nel luogo dove adesso si trova, ogni cosa sia
al posto giusto. Pause comprese