lunedì 25 maggio 2015

Happiness - Alla ricerca della felicità -

https://www.youtube.com/watch?v=1Epg_O8R358



" Cercare la felicità fuori di noi è come aspettare il sorgere del sole in una grotta che guarda verso nord ".

Nell'immaginario corrente, la felicità è data dall'appagamento di un bisogno e, quanto vero o presunto, esso sia, poco importa.
Possedere l'oggetto del momento, quello che tutti stringono tra le mani, ci rende meno soli e meno emarginati. Ci fa superare, persino, le barriere sociali. 
Una sorta di moderna concezione d'uguaglianza. 
" L' iphone ci rende uguali e liberi ".  
" Con lo smartwatch il tempo spiegherà le ali".
D'altronde, una comunità educata e cresciuta in un sistema consumistico continuamente in evoluzione, non può immaginare una felicità distinta e diversa dall'appagamento.
Quanto più riesco  a consumare, magari selezionando la qualità ed il livello dei prodotti, e tanto più sono felice.
E su questo assioma si conforma un nuovo modello di felicità, diverso, nella sostanza, da quello immaginato da Tolstoj.

" Ho vissuto tanto ed ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici. Una vita tranquilla, appartata, in campagna.
Con la possibilità di essere utile alle persone che si lasciano aiutare e poi riposo, natura, libri, musica e amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna e forse dei figli. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo".

E molto lontano anche dal mio.

"Mi piace penetrare l'onda e nuotare sino a superare l'orizzonte
per poi tornare a riva e stendere le braccia sulla sabbia con la stessa ostinazione di una candela che non si arrende all’attacco del vento
e mi perdo tra gli odori del mondo,intreccio di sospiri sparsi come semi da uno sciame di api ronzanti ".



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lunedì 18 maggio 2015

The candidate



" I had a dream . I want a better world where everyone  is in the right place and the right place is within us."
Qualcosa di sufficientemente normale. Un'ambizione persino troppo semplice per non essere realizzabile.
Eppure, fuori dal sogno, in quella realtà che con un pervicace impegno maniacale abbiamo "costruito", giorno dopo giornotutto è più complicato.
Le parole soffrono di un persistente malessere che le rende, spesso, incomprensibili. Così i concetti pervengono  alla sintesi senza il bisogno di sviluppare alcuna  tesi sostenibile.
" Raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo ".
Questo il principio cui si riferisce l'azione di chi scende nell'agone della politica.
" Il candidato ", occulta le proprie idee, nel caso ne avesse mai avute, e propina, alla stregua di un prodotto da scaffale, ciò che richiede l'utenza. Diventa così permeabile agli umori della piazza ed agli indicatori di mercato ( sondaggi ) , da non reggere, neanche, dinanzi a poche gocce di pioggia.
E le promesse più stravaganti si intrecciano con quelle più scellerate, frutto di interessi loschi ed a volte persino criminali. 
In un disordinato girotondo che ci riporta, ogni volta, al punto di partenza. Sempre più diverso e sempre più lontano.
E si sovrappongono pure le forme. Visi noti, volti impresentabili,grugni abbrutiti dalle mille nefandezze compiute o sostenute e musi tondeggianti, abbronzati al sole d'agosto con le fattezze inconfondibili, di ciò che meglio rappresentano.
Perfette facce da culo.



  


lunedì 11 maggio 2015

Little big men - Quando i problemi diventano grandi i piccoli cominciano a giocare -




Augusto era fatto così.
Non recitava perché era un uomo vero. Un uomo  in preda a dubbi che lo dilaniavano . Cercava se stesso ed in questo viaggio difficile e tormentato sperava di trovare risposte esaurienti per le domande che lo assillavano.
I suoi ritmi dialettici erano lenti ma efficaci. Il dubitativo al punto giusto e poi quelle lunghe pause che sembravano dare respiro al ragionamento.
Camminava piano, come se, con il suo peso, non volesse fare del male all’erba che calpestava. Ogni due o tre passi si fermava e con la punta delle dita piegate, a mo' delle mollette con cui le massaie appendono i panni ad asciugare dopo la lisciviatura, afferrava le gambe del pantalone e le scuoteva forte. Era come se volesse rinfrescarsi dal caldo opprimente.
Non ebbi mai il coraggio di chiedergli il significato di quel gesto. Tanto più perché ero divertito da quello strano rituale che concludeva con una smorfia della faccia. Gonfiava le guance e, tirata fuori la lingua, la roteava emettendo una impercettibile pernacchia. Ed ogni volta diceva: “ strano quante cose un uomo riesca ad ingoiare. La gente non capisce, ma si adegua.”
Per la nostra piccola “ siesta pomeridiana ", avevamo eletto un grande pioppo ad amico di sventura. Lo raggiungevamo passando attraverso un porticato di canne ricavato tra i tralci di un vecchio pergolato, nel quale si erano infiltrati, avvinghiandosi, dei glicini meravigliosi. Alzavamo lo sguardo a mirare la grande chioma dell’albero e poi ci sedevamo su due pietre levigate che, beffardamente, avevamo chiamato “Adolfo “ e “ suo cugino “.
Un modo , questo, per riscattare in parte la nostra sofferenza.
Che soddisfazione poggiare il culo su quegli illustri personaggi.
.......... Augusto sbuffava fingendo di fumare una sigaretta inesistente. Era un uomo profondamente ferito e deluso. Certamente non un codardo.
Se fosse stato possibile accendere quel grande pioppo con il fuoco della sua passione, di quell'albero, in un batter di ciglia, sarebbe rimasta soltanto la cenere.
Quanto gli sarebbe piaciuto ridare a quei fantocci, incapaci di reggersi da soli, l'orgoglio della libertà. Afferrare le loro braccia e seguire il filo per giungere a chi li manovrava come marionette, per reciderlo decisamente.
" Tieni," mi disse porgendomi un minuscolo libretto.
" Leggi a pagina otto. Con le giuste pause. A volte,sai, sono più importanti delle parole. Una sorta di profondo respiro che stabilizza l'impulso delle emozioni e rende ancor più nobile il gesto. "
Aprii su quella pagina, impostai la voce ed iniziai a leggere.
" Osserva un animale. Uno qualunque. Un cane, un gatto, un leone o una giraffa. Vedrai che tutti sono al loro giusto posto. Naturalmente, senza alcun imbarazzo.
Non vogliono impressionarti ne adularti. Nessuna recita. Nessuna commedia."
Le ultime parole le pronunciammo insieme.
Augusto aveva ripetuto con me ogni passo sottovoce.
" Guarda invece questi altri animali ", mi disse. " Guardali bene, con attenzione. Sono soltanto dei burattini senz'anima che recitano in una ignobile commedia. La loro bandiera sarà ancora sul pennone, quando l'avranno rinnegata varie volte. "
Poi, un tiepido mattino di maggio, seduto sul " cugino ", Augusto si portò il fazzoletto alle labbra e dopo aver respirato con avidità mi disse: " il buio nasconde ogni cosa e rende tutto informe ed incomprensibile, eccetto l'aria che respiriamo."
Poi come una rondine che torna al suo nido, reclinò il capo e volò in alto verso la sua ultima meta.
Mi piace immaginare che in quel luogo ogni cosa sia al posto giusto. Pause comprese.




 

giovedì 7 maggio 2015

Hens cheering - Le galline coccodè

https://www.youtube.com/watch?v=rZf4xE7yeQw

Secondo il Negus Hailè Selassiè, per la maggior parte degli uomini " la coscienza inizia lì dove finisce il vantaggio ".
E una società improntata sul vantaggio del singolo non può avere che minuscoli e rari barlumi di coscienza.
A non preoccuparsene tanto o del tutto è una categoria in costante crescita. Aumenta di giorno in giorno. Ovunque.
Ha trovato finalmente il proprio habitat ideale. Una immensa aia piena di chicchi di ogni specie dove può razzolare per ore,ingozzandosi a sazietà.
Basta soltanto che obbedisca agli ordini del padrone, magari chiudendo gli occhi, mentre intona il suo stridulo quotidiano 
" coccodè ".