giovedì 25 settembre 2014

Morte senza resurrezione - One wing




https://www.youtube.com/watch?v=fZynaqyy7MI


Svoltammo a destra, oltre la casa  che costeggia il fiume. Buia la notte e silenziosa. Senza luna né stelle. " Ché non hanno riflessi di luce le ali degli angeli." 
Mentre intorno incombe l'agguato che delle nostre illusioni riempirà la fossa.

Si intessono ricami d'oro con parole bagnate nel vino più prezioso per giustificare orrori che non hanno nessuna ragione.
Da una parte " il sarto " che nel tempo ha affinato la sua arte sino a renderla incantata e dall'altra  corpi vestiti di evanescenti promesse così da essere praticamente " nudi " .

" Misero fratello! Di quali atroci veglie mi fu causa! Mi ero preso gioco della sua infermità. "


Una monotona liturgia che ripete in maniera asfissiante riti conosciuti. 
Sterili come campi cementificati sui quali non può più crescere un solo filo d'erba.
Ed il male prende forma, ed assume aspetto dai contorni definiti, giacché a delinearne i tratti è mano ferma e decisa. 
Senza tentennamenti  che  possano rendere incerta l'immagine. 
Falso è il principio !
Falsa è l'origine del problema  !
Che vuole un mondo di " sfruttati " e " sfruttatori ". 
E giustificazioni d'ogni sorta.  Per scagionare i ladri e rendere legittimo il furto.
Ed allora il bene,  si accomoda dalla parte del torto, non avendo trovato  posti liberi, dalla parte della ragione.
E nascono conflitti subdolamente ideologici.
Perché nessuno ha il coraggio di dire la verità. Semplice ed amara come maror.
E si chiama Dio a soccorso.
Per puntellare insostenibili pretesti che implodono sotto le urla  di madri straziate dal dolore mentre il ghigno beffardo della morte, soddisfatta da tanta ferocia,  schernisce l'ottusa idiozia della razza umana.

"... e danza il girasole, a capo chino,e tracima il dolore di madri a seno pieno senza più figli da dover saziare e ceri accesi per pregare per non lasciarsi morire, trafitte dalla lama sghignazzante di chi disprezza il cielo e le sue forme chiare.
Cani ringhiosi sciolti dal guinzaglio. 
Morti vaganti senza speranza di Resurrezione."















mercoledì 24 settembre 2014

Gamla Stan



Nel cuore più intimo ed antico di Stoccolma ( Gamla Stan ), la città vecchia, scoprii, o meglio riscoprii, cose che erano già dentro me, latitanti.
Pretendiamo di violare le leggi impenetrabili ed incomprensibili che regolano l'universo con la spocchia e la superficiale leggerezza che si può perdonare ad un fanciullo. Mentre non siamo ancora riusciti a guardarci intorno con la giusta attenzione. Non sappiamo che poche cose di questo minuscolo pianeta eppure vorremmo solcare lo spazio infinito e sciogliere, con un solo gesto, tutti i nodi. Arroganza stupida e banali interessi economici di gruppi finanziari che regolano l'orologio della propria esistenza sulle lancette del profitto.
E non ci rendiamo conto della nostra pochezza e delle nostre fragilità.
Imprigionati da un fraintendimento che ci vuole furbi piuttosto che intelligenti e cinici, sino a sfiorare una disumana ferocia, piuttosto che partecipi e solidali.
Vietato l'ingresso ai cani e agli Italiani ".
Quasi a stigmatizzare quanto di vero ci sia nel detto che " la mamma degli idioti è sempre incinta " , sino a poco tempo fa in Svizzera, questo cartello era esposto e ben visibile in molti bar e ristoranti.
Una limitazione irritante a due tra le più nobili specie viventi. 
Gli Italiani, che con i loro innumerevoli difetti ed i loro inarrivabili pregi, sono lo spaccato più autentico e genuino dell'umanità ed i cani, animali che per tener fede al loro impegno di lealtà, non come erroneamente si crede verso il padrone, ma verso l'amico sono disposti a sacrificare la propria vita.
Ma questo accade in tanti angoli di questo pianeta e non sempre è riferito ai cani o agli Italiani.
E' un problema di comunicazione.
Si usa un linguaggio nel quale domina la parola che non è , come naturalmente dovrebbe essere, espressione di emozioni e sentimenti, ma soltanto il veicolo di precisi interessi.
Trionfo della mistificazione e della menzogna.

Leggevo, l'altro giorno, un racconto di Camilleri. Breve nella struttura e piuttosto banale a prima vista.
Ma dentro, attaccata come edera al muro, tra quelle poche pagine ho trovato qualcosa di grande.
Nella " tripla vita di michele Sparacino " la menzogna mediatica travolge e determina l'esistenza di un uomo. Ne condiziona la vita già prima che nasca e lo aggredisce, ancora, sin dopo la morte.
E Michele Sparacino diventa l'emblema di ognuno di noi. 
Uno che è esistito ma era come se non fosse mai esistito o è esistito equivocato ogni volta per essere un altro e che, quando muore , finalmente riesce ad essere quello che è  veramente. Un ignoto.