lunedì 19 ottobre 2015

Paradise destination



“ Possibile che non conosci nessuna delle stazioni della metro ? “
“ E perché dovrei! Non la prendo mai! “
“ Solo perché faremmo prima. Nient’altro ! “
“ Ma prima per arrivare dove? Camminiamo da giorni senza una meta. L’unica cosa evidente è che la suola delle scarpe è sempre più sottile ed i ciottoli, invece, mi sembrano delle zanne di pietra. “
“ Se sei stanco ci fermiamo un po’.”
“ E dopo ? Cosa faremo dopo ? “
“ Ricominceremo il cammino. Cos’altro vorresti fare ? “
“ Vorrei dormire. Chiudere gli occhi e dormire. E ritrovare il sorriso che ho perso tra quei fottuti vicoli senz’anima spezzando la tela che mi avvolge e mi stritola nella sua morsa. Sono stanco di trascinare i piedi su di una terra che mi nega i suoi umori. Stanco di mendicare carezze a mani che sembrano ignorarmi. “
“ Fanculo l’anima ! La mia l’ho buttata nella spazzatura, il giorno che lei è andata via senza voltarsi. Solo rumore di tacchi sulle scale. Neanche uno sbattere di porta. Non era incazzata. Solo delusa. Profondamente delusa. Io le avevo promesso di saziare la sua fame d’amore e sono riuscito soltanto a mentirle. Sempre. Su di ogni cosa. Cosa vuoi che me ne importi dell’anima ? Cosa vuoi che mi importi di ritrovare il sorriso ? Il mio s’è spento quando mi inghiottì l’oscurità della notte. “
“ Sei stato un vero idiota. Lasciarla andar via senza un ultimo tentativo per trattenerla.”
“ E’ stato meglio così. Glielo dovevo. Lei meritava una vita sterilizzata dagli inganni per volare come una colomba,tra cieli dove i sogni sostano su nuvole bianche.“
“ Non avrei mai immaginato che in te ci fosse un così nobile animo da poeta ! “
“ Che fai, sfotti ? Pensa piuttosto a riposarti, che dobbiamo rimetterci in marcia. “
“ A proposito pensi che manchi ancora tanto ? “
“ Non so che dirti ! Immaginavo tutto diversamente. Pensavo che il trapasso avvenisse in un attimo. Invece siamo ancora in giro senza sapere dove e quando arriveremo. “
“ Ricordi all’oratorio, quando ci parlavano dell’altro mondo ? Luce abbagliante e prati d’erba fluttuante. Ed io sospeso nell’aria ascoltavo la voce del vento perso nell’immensità dell’infinito. Che belle storie ci hanno raccontato! “
“ Tirati su. E’ ora d’andare. “ “ Ma si ! Andiamo, magari incontriamo qualcuno a cui chiedere delle indicazioni.“
“ Si ! Magari uno stormo di angeli. “
“ Quanto ad organizzazione mi pare che siano veramente carenti. Avessero messo qualche freccia ad indicare la direzione. “
“ Beh! Tutto sommato non mi pare che abbiamo alcuna fretta. “
“ Che dici, continuiamo dritti o tagliamo per quel parco? “
“ Tagliamo per il parco ! Ho voglia di togliermi le scarpe e camminare sull’erba a piedi nudi. “
“ Buona idea ! Lo faccio anch’io. Mi è sempre piaciuto l’odore della terra. Racchiude tutti i profumi del mondo. “
“ A proposito di morte. Ma tu sei sicuro che siamo proprio morti ? Che non sia tutto un incubo ? “
“ Beh ! L’ultima cosa che ricordo è quel botto assordante e la nostra auto che è finita sotto le ruote di quell’enorme camion che è uscito dalla sua corsia. Poi ti ho visto riverso sul sedile ed ho visto me stesso immobile, in una posa innaturale, lì accanto. “
“ Hei,voi ! Muovetevi. Siete in ritardo. Venite avanti. “
“ Hai sentito ? Qualcuno ci chiama. Tu vedi qualcosa ? “
“ M’è parso di scorgere della gente tra quegli alberi.”
“ Guarda c’è pure una freccia: Destinazione Paradiso. Questa volta credo che siamo arrivati.”
“ Beh! Cosa aspettate. Tutti uguali voi ritardatari. In giro a bighellonare per giorni senza alcun rispetto per noi che stiamo qui in attesa che arriviate. Bene ! Mettetevi in fila, con il documento d’identità ben in vista, così non perdiamo altro tempo per rilasciarvi il visto d’accesso.”
 
 

giovedì 15 ottobre 2015

Filippo


( A Filippo Badami )


 Filippo aveva le spalle dritte.

Il passo leggero degli uomini che non hanno pesi sulla coscienza  e gli occhi pieni di luce. Antico come gli ulivi centenari e come loro capace di sfidare il tempo senza alcun timore. Con la tranquillità di chi è consapevole del divenire e del mutare delle cose.

Filippo teneva il suo mondo stretto tra le mani.

Racchiuso tra le dita. Chè niente potesse violarlo. Dedicando ogni attimo dei suoi giorni alla moglie e ai due figli con cui divise il suo spicchio di vita e l'alito di tutti i suoi respiri.
Un amore, il suo, senza bisogno di parole,che trasuda e traspare nella semplicità e nell'innocenza di ogni gesto.

Filippo era fresco come la brezza del mattino  e  penetrante come l'odore della terra dopo il temporale.

Misurato nelle passioni e pacato nel discorso. Con l'eleganza di chi non ha bisogno di stampelle per sostenere la propria idea. Quella che era maturata al sole d'agosto come una spiga di grano che, adesso, profuma di pane appena sfornato.

Filippo era un galantuomo ed un amico di cui andare fiero 

Ciao Filippo !


  











 

lunedì 5 ottobre 2015

Lost days - Dei giorni perduti -



" Dei giorni perduti ho il sapore sulle labbra"

Dolce come il miele e gentile come la brezza di un mattino di Marzo. 
Non provo alcun rancore per il tempo che impietoso ha travolto l'argine degli anni. 
Ogni cosa è ancora lì.
Dove è sempre stata e dove sarà per sempre.  

" I taste on the lips "  

Inconfondibile 
come la luce che ancora sprizza dai tuoi occhi. 

" Dei giorni perduti ho raccolto ogni briciola "

Senza pensare che si trattasse d'avanzi o di relitti da consegnare alla memoria. 
Nessuna bacheca per loro ne riflettori ad esaltarne le ombre.
Tante le voci
 come le bugie che il vento accompagna ovunque 
e le poche verità 
smarrite tra vicoli senza uscita.

" I taste on the lips "
 .
Di ogni momento
di ogni attimo
di tutti gli istanti in cui ho percepito il calore del tuo corpo accanto al mio.

Dei giorni perduti  ogni cosa è ancora lì 
dove è sempre stata e dove sarà per sempre