martedì 28 febbraio 2017

Onora il padre


" A mio padre "



Certe mattine il sole è così triste da non trovare energia sufficiente per scaldarci. Tutto, allora, diventa opaco e spento come se la notte l’avesse avuta vinta.
o   “ Fattene una ragione “, continuavano a dirmi.
o   “ La vita continua “.
o   Facile a dirsi. Ma cosa ne sapevano loro di quei momenti custoditi gelosamente in fondo al cuore, lì dove nessuno poteva violarli.
o   Cosa ne sapevano di un rapporto, quello tra me e mio padre, conflittuale e persino duro a volte, che andava oltre la rappresentazione e la teatralità del gesto.
o   Privo di ogni forma di diplomazia. Con verità dette senza voce incerta. Quasi che ci si volesse fare, gratuitamente, del male.
o   Eppure per uno strano gioco di paradossi ora che era assente avvertivo per intero il calore e la forza della sua presenza.
o   Mi manchi padre, come può mancare l’acqua al fiume e l’aria al respiro che si strozza.
o   Mi manca la piega perfetta sui tuoi pantaloni, la  barba rasata e l’arancia dalla buccia fina che sostenevi essere, in assoluto la migliore.
o   Mi manca il tuo modo di raccontare le cose partendo da lontano, spesso da così tanto lontano, da perdere addirittura il filo.
o   Ti chiedo scusa padre!
o   Per le aspettative disattese, per le delusioni e per le troppe incomprensioni.
o   Ti chiedo scusa per non averti mai detto quanto ti abbia voluto bene e quanto ancora te ne voglio.
o   A te padre, con tutta l’umiltà e la devozione di cui sono capace, io rendo onore.
o    

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