lunedì 5 dicembre 2016

Prima di poi



" Poi gli uomini si misero in cammino verso il sole che cadeva. Prima rimanevano fermi pure loro. Il sole, il loro occhio del cielo se ne stava immobile, insonne, mentre intiepidiva il mondo. Non c'era male, non c'era vento, non c'era pioggia. Non c'era guerra. I fiumi straripavano di pesci ed i boschi di animali. Gli uomini della terra erano forti, saggi, sereni e uniti. Erano tranquilli e senza collera. Prima di poi. "
( Mario Vargas Llosa - Il narratore ambulante )

Poi arrivammo noi. Con le nostre certezze e le nostre miserie. Con i nostri falsi sorrisi e la nostra strana pietà. 
Arrivammo carichi della zavorra di tanti miti e con la voglia di farne dono come se si trattasse di regali per il Natale.
Arrivammo con le armi in pugno per essere più convincenti. Per non lasciare dubbi su chi avesse ragione. 
E la ragione della forza, della violenza più spietata e disumana divenne il vessillo di battaglie crudeli ed impari.
L'innocenza venne violata, stritolata, annientata. Tra urla strazianti di madri aggrappate ai corpi dei figli e padri trafitti dallo sconcerto dell'evento ancor prima che dall'acciaio della lama.
Poi arrivammo noi.
Per stabilire il bene ed il male. 
Per separare tutto ciò che è giusto da tutto quello che non lo è.
Poi arrivammo noi.
E quell'erba verde e splendente come uno smeraldo si tinse di rosso mentre il cielo perdeva i suoi riflessi e la notte scendeva pietosa a coprire, come un velo, l'abominio della " nostra fottuta civiltà."