lunedì 17 dicembre 2018

Why - ad Antonio Megalizzi -



" Il missile ragiona, si interroga, cerca dei perché. Non li trova. Dice tra sé: “Fino a dieci minuti fa dovevo solo salvare il mio paese, dovevo mettere al sicuro il mondo. Al sicuro da cosa poi? Non ce lo hanno mai spiegato. Riesco ad intravedere le finestre degli appartamenti di fronte. Ci sono armadi, tavoli, cucine, sedie. Vedo persone che scappano, che urlano, che prendono infanti in braccio e se li portano via”. Un momento. C'è anche un orsacchiotto in una di quelle case che il missile sta per distruggere, suo malgrado. E se c'è un orsacchiotto, sarà forse rimasto pure un bambino. "Potrei fare amicizia col bimbo intanto che arrivano. Sembra simpatico. Chissà come si chiama? Jaamal? Salem? Taamir?". Ma la corsa folle non si ferma. La violenza esplode. “Adesso io sono distrutto. Adesso ho distrutto loro. Il mondo è finalmente salvo?”

( Cielo d'acciaio di Antonio Megalizzi ).


Forse l'amore non riuscirà a salvare il mondo ma credo che valga la pena di provarci. 
Avere un progetto, un sogno da realizzare, con impegno, con passione liberando l'immaginazione e lasciandola libera di cavalcare nuvole d'ovatta non potrà che dare un senso alla minuscola frazione di tempo che ci appartiene e che definiamo vita.
La morte è il suo esatto contrario.
E non è soltanto quella fisica.
E' soprattutto quella che spegne la scintilla che alimenta la nostra coscienza e attacca l'anima con ogni mezzo senza darle tregua.
Usando la finzione per convincerci che la violenza, a volte è un bene necessario. 
Ora, pur sorvolando sullo stridente contrasto dell'ossimoro, farsi promotori di questo concetto, o più semplicemente accettarlo come male minore sarebbe come uccidere un altra volta Antonio.



lunedì 10 dicembre 2018

Loneliness



Corrono come se avessero il fuoco sotto il sedere in cerca di qualcosa che non si trova.Si tratta fondamentalmente della paura di affrontare se stessi, si tratta fondamentalmente della paura di essere soli.
Invece a me fa paura la folla.
(Charles Bukowski)




Sono solo
sotto l'immensità del cielo
e nel blu del suo silenzio
mi perdo



domenica 14 ottobre 2018

Uomini - the land of men -


A Riace ed a Mimmo Lucano 




 " I naufraghi sono coloro che aspettano. Coloro che sono minacciati dal nostro silenzio. Coloro che già sono straziati da un abominevole errore."

( Antoine de Saint- Exupery )





Lo ricordo così, con la barba dai riflessi d’argento ed i lunghi capelli legati con una striscia di cuio che si era consumata nel corso degli anni.
Alfonso non aveva età !
Ingombrava la memoria di noi tutti, come il campanile della chiesa ed il bosco di querce, appena oltre il ponte.
Fresco come la brezza del mattino  e pungente come l’odore della terra dopo il temporale.
Con gli occhi chiusi camminava all’indietro, come i granchi, sfiorando con leggerezza i ricordi che profumavano di viole e di rose. E tra le righe del mare leggeva inaccessibili segreti, mentre la luna deponeva fiocchi di cielo tra le curve disegnate dai monti.
Alfonso collezionava i ricordi ! 
Scelti uno ad uno e sotterrati tra le foglie insieme ai sogni, per sottrarli all’insidia di una realtà ostile e soffocante. 
Poche parole e lunghi silenzi. Per smascherare il pregiudizio e renderlo inoffensivo. Suggerendo il perdono che mette i conti in ordine e spegne l’insidia dell’odio che può divampare come un rogo inarrestabile. 
Alfonso era stato tante cose e niente!
Dubbio dilaniato da mille incertezze e vanità sciolta in una goccia d'acqua. E pensieri che volavano leggeri su ali di farfalla. Parole vestite a festa che profumavano di pane, semplici e comprensibili.
Alfonso disdegnava il potere costruito sull'ignoranza e sulla paura!
Sosteneva che sarebbe crollato, al primo intoppo, come un gigante dai piedi d'argilla lasciando in giro soltanto macerie.
Meglio l'amore che non ha bisogno di particolari strategie. Lo puoi donare con una carezza e riceverlo con un semplice sorriso. 
Alfonso ne riempiva la borraccia e l'anima. E saziava la sua sete bevendo a piccoli sorsi così da averne sempre un pò da dividere con gli altri.
A spegnere il battito del suo cuore fu il gelo d'inverno che lo colse impreparato serrandogli il petto in una morsa mentre i suoi occhi erano persi nell'incanto dei ciliegi in fiore.
E dalla terra degli uomini, da tutte le valli e da ogni anfratto più remoto, giunsero i pastori, in processione, con gli otri pieni di vento e canti di dolore sussurrati a labbra chiuse. 


giovedì 24 maggio 2018

Mr. All



(that is, when words become so light that they weigh less than a snowflake and you can say everything and its opposite,
 of course ... in the name of the people)              


Il signor Tutto sentiva di essere profondamente diverso dal signor Contrario.
Si destreggiava, con spigliatezza naturale, in un universo di tatticismi e scelte dettate dalla convenienza, senza mai concedersi una pausa.
Doveva realizzare il suo progetto. Ad ogni costo.
Una rappresentazione perfetta. Questo era ciò che aveva preparato a lungo. Attento ad ogni dettaglio, ad ogni particolare.
Ognuno doveva recitare al meglio la propria parte. Senza esitazioni o balbettii che avrebbero potuto minare la perfezione della messa in scena.
E quando il sipario si sarebbe alzato, la forma, sarebbe entrata piroettando elegantemente sulle punte, e poco importa se lo spettacolo, alla fine, risulterà privo di ogni minima sostanza.
Importante è esserci.
Per diritto.
Acquisito con il voto ricevuto e pertanto inalienabile. Quasi che si trattasse di un imprimatur divino.
E magari basterebbe molto meno per essere credibili.
Basterebbe sottrarsi all’untuosa logica del profitto che come una ragnatela avviluppa ogni cosa e riscoprire la gioia del dare e del darsi.
Senza calcoli. Con l’istinto a guidare il gesto. Vestendolo di quella semplice nobiltà capace di ridare tutti i suoi profumi all’aria e disegnare il cielo con i colori più tenui.
Riuscendo a percepire la solennità del silenzio in una notte senza luna dove sotto l’immensa tela indistinta è ogni forma e cielo e terra e mare sono un corpo solo, un unico respiro.




lunedì 12 febbraio 2018

I need



Ho bisogno di vivere il tempo mio senza affanno e di sentire il gallo cantare tre volte mentre le campane suonano a festa.
Ho bisogno della flebile luce dell'alba che mi danza sul viso, quando, al mattino, apro le finestre al sole.
Ed ho bisogno del cinguettio degli usignoli quando la pioggia gioca sui vetri, prima che le stelle accendano il cielo.
I need peace! I want peace!
Nelle strade, nelle case, ovunque.
Ho bisogno di pace! Voglio la pace! 
E voglio parole sincere. Da uomini sinceri. 
Parole che non tengano conto degli umori della pancia, ma che parlino al cuore e sostengano la mente. Senza essere affilate e mortali come le lame di un duello rusticano.
Voglio parole comprensibili, semplici e tenaci come tante piccole  spighe di grano. 
I need peace ! And friends and brothers !
Ho bisogno di pace ! Di amici e di fratelli con cui condividere il respiro dei giorni.
Ho bisogno di pace per scrutare con speranza l'orizzonte e valicare la linea che separa il cielo dalla terra a piedi nudi, riscoprendo, in fondo agli anfratti più inaccessibili dell'anima, d'essere, alla fine, soltanto un piccolo cucciolo d'uomo.
,







giovedì 1 febbraio 2018

Le cose non dette



A Mimmo Martorana

Se avessi una sola possibilità di fermare il tempo e riportarlo indietro lo farei senza alcuna esitazione. Vorrei avere la possibilità di dire tutte le cose che non ho detto, a volte per eccesso di pudore o per stupido amor proprio, e di fare tutte le cose che non ho fatto magari solo per mancanza di coraggio.
A Mimmo avrei detto che gli ho voluto bene come se ne può volere soltanto ad un amico vero . 
Credo che questo, lui, lo sapesse. Che riuscisse a leggere nei miei occhi l'affetto che provavo e che andava oltre la continuità di un rapporto che il tracciato della vita, nel suo misterioso e imperscrutabile disegno, aveva più volte allontanato e poi riavvicinato.
E' un errore imperdonabile non esternare pienamente i sentimenti. Magari aspettando di farlo in una occasione più adatta e favorevole. Come se fossimo noi i gestori di quella minuscola virgola di tempo che ci è stata assegnata. Mentre la morte continua a nutrirsi dell'incerto numero dei nostri giorni.
Non voglio perdermi nel labirinto dei ricordi. Tante le situazioni ed i momenti vissuti insieme che potrei raccontare. Così numerosi da  riempire un notevole numero  di pagine.
Ma non voglio farlo.
Voglio tenerli lì, dove devono stare.  Custoditi in fondo al mio cuore.
Non si è mai pronti ad un distacco così definitivo. Ci illudiamo che per ogni cosa ci sia sempre una soluzione e che il peggio tocchi solo gli altri.
Probabilmente un infantile metodo per esorcizzare l'angoscia e la paura dell'ignoto. 
Spero che nel posto in cui sei adesso trovi la pace di cui avevi tanto bisogno.
Mi mancherai. Mi mancherà la tua voce ed ogni tuo gesto. Mi mancherà la tua presenza.
Ciao, Mimmo.