giovedì 10 gennaio 2019

Elective affinities

" In questo lasciare e prendere, fuggire e ricercarsi, sembra davvero di vedere una determinazione superiore: si dà atto a tali esseri di una sorta di volontà e capacità di scelta, e si trova del tutto legittimo un termine tecnico come affinità elettive."
( Goethe )



Avevamo l'abitudine di sederci su due grosse pietre  bianche che avevamo battezzato, "Adolfo e suo cugino". Una sorta di piccola rivincita che riscattava in parte la nostra sofferenza. L'idea di poggiare il culo su quei sassi ci divertiva. Ridevamo, di un riso amaro come i morsi alle cannucce d'erba ancora fresca.
Petroni sbuffava fingendo di fumare una sigaretta inesistente. Non era un codardo. Soltanto un uomo ferito e deluso profondamente. Se solo fosse stato possibile dar fuoco al pioppo con la sua passione, del grande albero, in un batter di ciglia sarebbe rimasta soltanto cenere.
Quanto gli sarebbe piaciuto afferrare le braccia di quei fantocci e seguendo il filo che li regge giungere a chi li manovra, per spezzarlo. Ridare a quei corpi incapaci di sostenersi da soli , l'orgoglio della libertà.
- Tieni ,- mi disse porgendomi un minuscolo libretto, come quelli che ti danno a teatro per seguire l'opera, - leggi a pagina otto. Con le giuste pause. A volte, sai, sono più importanti delle parole. Una sorta di profondo respiro fra due note che regola l'impulso delle emozioni e rende più nobile ogni gesto. -
Aprii a pagina otto, impostai la voce e lessi . - Guarda un animale, uno qualsiasi. Un cane, un gatto, un leone o una giraffa, vedrai che tutti sono al loro giusto posto,naturalmente , senza alcun imbarazzo. Non vogliono impressionarti nè adularti. Niente commedia. Sono come i fiori e le stelle nel cielo. - Le ultime parole le pronunciammo insieme. Petroni aveva ripetuto, con me, ogni passo sottovoce.
- Guardali bene - mi disse, - questi altri animali sono soltanto burattini senz'anima che recitano in una commedia ignobile. La loro bandiera sarà ancora alta sul pennone, quando, per opportunismo, l'avranno rinnegata più volte. – 
Un tiepido giorno di primavera, seduto sul "cugino", Petroni si passò il fazzoletto sulle labbra, respirò avidamente un lunga boccata d'aria e mentre lentamente la restituiva, mi disse : - il buio nasconde ogni cosa e rende tutto incomprensibile, eccetto l'aria che respiriamo. - Poi, come una rondine che torna al suo nido,reclinò il capo e se ne andò.
Mi piace immaginare che nel luogo dove adesso si trova, ogni cosa sia al posto giusto. Pause comprese