mercoledì 22 ottobre 2014

L'eco del silenzio

https://www.youtube.com/watch?v=4nQ0rn2KcgM


A tutte le mie domande ho trovato risposta nell' eco del silenzio, tra cieli tersi e profili viola di montagne senza nuvole.
Voglio essere poeta e sciogliere ogni enigma imprecando alla morte che giungerà improvvisa e vibrare del mio essere  nel sussurro dei crepacci.
Istinto e ragione serrati in gola e poi sciolti nel respiro delle lacrime come granelli di un solo mosaico. Dove il tutto è la somma del nulla.


lunedì 13 ottobre 2014

E se il cielo non avesse più lacrime ?

https://www.youtube.com/watch?v=XktaLh9bPtk

Selim scrutava il cielo come se cercasse qualcosa in particolare.
Immobile, seduto sulla roccia che spezzava la monotonia della collina, cavalcava nuvole immaginarie accompagnandole oltre la linea dell'orizzonte. E dilatava gli occhi sino a stremarli. Respirando piano. Come se un solo piccolo rumore avesse potuto infrangere la magia di quel silenzio che intrecciava tutti i sospiri del mondo.
Nonno Abel gli aveva raccontato, tante volte, della tristezza di Dio trasformata in lacrime di cielo. Del suo dolore che diventava pioggia.
Il piccolo Selim continuava ad osservare il cielo  e pensava che Dio doveva essere molto felice.
Non pioveva da oltre un anno e la terra era così arida che neanche un filo d'erba riusciva più a germogliare.
Ma qualcosa non gli tornava. Era come se una macchia violasse il delicato colore di quella immensa volta celeste.
Com'era possibile, si chiedeva, che Dio fosse felice mentre loro pativano le pene dell'inferno ?

Non importa cosa ti precipiti addosso. Quanto violento sia il nubifragio o gelida la grandine. Non maledire ciò che viene dal cielo e non rifiutare ciò che il cielo ti manda.


( Elif  Shafak - la bastarda di Istanbul )

lunedì 6 ottobre 2014

Di polvere e di vento


https://www.youtube.com/watch?v=No1aaQN9S5U&list=PL879F7B8F028F4F54&index=8

Quando lasciò quegli amici occasionali era già buio. Li aveva incontrati all'angolo della strada, fermi a ciarlare delle solite cose. 
Lo avevano invitato a bere un goccio e lui aveva accettato volentieri. Sentiva il bisogno di ascoltare altre voci. Suoni diversi da quelli che da settimane gli devastavano gli orecchi. 
Per giorni aveva avuto il sospetto d'essere diventato matto. Non riusciva a spegnere il molesto fastidio di quel rumore assordante.
Spari che come tuoni spezzavano il silenzio del cielo e gli devastavano la mente. 
Per quanto tempo ancora avrebbe vomitato rabbia e rancore ?
Sarebbe riuscito ,un giorno, a scrollarsi di dosso il fetore rancido ed insopportabile della morte ?
Eppure aveva stretto tra le braccia i suoi due soli amici, con le membra dilaniate, cercando sino all'ultimo di sottrarli a quella falce impietosa che, invece, li recise come insignificanti spighe di grano.
Così si era nutrito di dolore sino a sentirsi sazio. Senza più lacrime a bagnare il viso.
E all'improvviso ricordò il piccolo Thomas che a bruciapelo gli aveva chiesto:
" Lei è stato in guerra ? "
" Si."
" Ha ucciso qualcuno? "
" Ho dovuto."
" Com'è stato ? "
" Brutto. Molto brutto."
" Questo è bene. Che le sia sembrato brutto. Mi fa piacere."
" Come mai ? "
" Vuol dire che lei non è un bugiardo."
" Sei davvero profondo, Thomas. " Disse Frank sorridendo.
" Cosa vuoi diventare da grande ?"
Thomas girò la maniglia ed aprì la porta.
" Un uomo " , disse ed uscì.
( Toni Morrison - A casa )

Adesso un solo pensiero gli impediva di farla finita. 
Gli reggeva i piedi anche quando questi si sarebbero volentieri fermati. Magari all'ombra di un enorme alloro. Come quello che dominava in fondo alla lunga strada  di " polvere e di vento " in quel minuscolo paese . A casa sua.