giovedì 19 maggio 2016

" Io sono " - a Marco Pannella -


" Ma io sono un cornuto divorzista,un assassino abortista,un infame traditore della patria con gli obiettori,un drogato,un perverso pasoliniano,un mezzoebreo e mezzofascista,un liberalborghese esibizionista,un nonviolento impotente.Faccio politica sui marciapiedi."

E' morto un uomo. O forse no. 
Forse ancora una volta si prende gioco di noi. Forse è ancora vivo e se la ride guardando le nostre facce stupite e attonite. L'istrione è ancora lì dove amava essere. Tra la gente comune. La più debole, la più indifesa, la più socialmente fragile. Lui è ancora lì. Tra loro. Tra noi.
Con quel sorriso beffardo carico di ironia e gli occhi  accesi da una incontenibile passione.

" Non ci può essere giustizia giusta in una società con così tanti livelli di potere. " 
( Nietzsche)

Marco ne era pienamente consapevole. Tanto da affrontare i giganti da solo. Senza alcun timore. Con il candore e l'innocenza di un fanciullo e la resistenza tenace di un ulivo centenario.
Sfidando il cielo per raccogliere anche una sola goccia di giustizia. 
Lungo il cammino e lunga la strada. Suole consumate ma piedi ancora saldi per un passo privo di cedimenti.

" Il crimine più grave è stare con le mani in mano."

E' morto un uomo. O forse no.
Forse è ancora tra di noi. Come prima. Come sempre.

" Trovino approdo adesso le tue ceneri in quel deserto dove i semi strisciano la terra e sbocciano in rose di cristalli."


  

mercoledì 18 maggio 2016

Non è più tempo d'eroi



Omaggio a Manuel Vazquez Montalbàn

Enrico si lasciò scivolare con un senso di spossatezza che non era soltanto fisica. La sua era una resa incondizionata. Una profonda amarezza che gli marcava anche la pelle.
La vita non era stata come se l'aspettava e forse neanche come immaginava di meritarsela.
" Non ce la faccio più, Sandro! Non credo di poter andare ancora oltre. Sono soltanto un peso. Mi sento vecchio e stanco. Vai avanti tu, da solo."
Sandro lo fissò a lungo, con uno sguardo che attraversò le dune e giunse sino al mare. Un lungo istante che si consumò sulla linea dell'orizzonte.
Si trascinavano su quell'arido tappeto di granelli infuocati da quasi due giorni. Da quando il motore della loro auto aveva esalato l'ultimo respiro.
Sandro continuava a ripetere a voce alta, come se lo credesse veramente, che ce l'avrebbero fatta. Che i soccorsi sarebbero arrivati. Era solo questione di tempo.
" Non dirlo neanche per scherzo! Io non ti lascio. Eppoi non è vero che sei vecchio. Anzi nessuno sa più cosa sia un vecchio. Persino dal vocabolario hanno fatto scomparire la parola. Adesso si parla di terza età."
" Non dire cazzate Sandro! Sai perfettamente che dico la verità. Non provare nemmeno ad essere generoso con me. Alla gente piace essere generosa per occultare le proprie debolezze e la propria miseria. E tu non meriti di essere classificato in questo genere.
Prendi quel poco d'acqua che rimane e vai. Cerca di salvare te stesso.
Non è più tempo d'eroi.
Non c'è più nulla per cui valga la pena di battersi. Il mito del guerriero che vince il male e difende l'ordine dell'universo si è infranto sulla pochezza degli uomini. 
Ora tutto è più complicato anche se può sembrare estremamente semplice. Domina l'egoismo e prevale l'interesse personale. Ed ogni giorno che passa prende corpo sempre di più quella lunga tradizione di persecuzione che scatena le frustrazioni e l'aggressività repressa verso le minoranze più deboli e senza difese."
Sandro, in cuor suo, condivideva pienamente le ragioni d'Enrico.
Gli sedette accanto percependo un senso totale di vuoto. Lentamente fece scivolare, dal bidone ormai quasi vuoto, le residue gocce d'acqua passandole, come una carezza, sulle labbra screpolate dell'amico. Con un gesto privo di pietà ma carico di tutto l'amore che gli restava.
E per un attimo ebbe l'impressione di sentire, fievole come un battito d'ali, il rumore di un motore in lontananza, mentre sopra l'immensità di quel deserto iniziava a scendere la notte.

mercoledì 11 maggio 2016

Distinzioni

" Vi sono morti consentite e morti vietate. La cultura urbana allestisce uno scenario per la violenza regolata da leggi che fanno distinzione tra violenza buona e violenza cattiva.
Così le nostre società industriali accettano il prezzo in vite umane dovuto all'uso dell'automobile, ma non quello dei morti risultanti dalla follia politica."
( Manuel Vazquez Montalbàn )


Ciò che io sono lo sono per caso.
Non ho scelto di contemplare lo scenario seducente che mi circonda né di tessere parole rassicuranti per mettere lo spirito al riparo dall'inganno.
Conoscere e comprendere è un solo uno. Inscindibile e senza alcuna eccezione.
Niente mi appartiene.
Tutto quello che stringo tra le mani è fugace e si leva in volo per svanire in un attimo .
Ho raccolto fiori dal giardino dei giorni e regalato un sorriso a chi rischiava di essere schiacciato dal tormento dell'angoscia.
Ho raschiato il barile delle emozioni serrando tra le dita ogni lacrima ed ho sputato sul flusso di stupide manie che ci vogliono impettiti ed eleganti quasi che vivere fosse una rappresentazione teatrale.
Senza alcuna distinzione, che separa e divide ciò che, in verità, non può e non deve essere diviso o separato.
Io vorrei soltanto che le foglie non morissero in autunno e che il sole, alla fine, trovasse il coraggio di dichiarare il suo amore alla luna.