mercoledì 18 maggio 2016

Non è più tempo d'eroi



Omaggio a Manuel Vazquez Montalbàn

Enrico si lasciò scivolare con un senso di spossatezza che non era soltanto fisica. La sua era una resa incondizionata. Una profonda amarezza che gli marcava anche la pelle.
La vita non era stata come se l'aspettava e forse neanche come immaginava di meritarsela.
" Non ce la faccio più, Sandro! Non credo di poter andare ancora oltre. Sono soltanto un peso. Mi sento vecchio e stanco. Vai avanti tu, da solo."
Sandro lo fissò a lungo, con uno sguardo che attraversò le dune e giunse sino al mare. Un lungo istante che si consumò sulla linea dell'orizzonte.
Si trascinavano su quell'arido tappeto di granelli infuocati da quasi due giorni. Da quando il motore della loro auto aveva esalato l'ultimo respiro.
Sandro continuava a ripetere a voce alta, come se lo credesse veramente, che ce l'avrebbero fatta. Che i soccorsi sarebbero arrivati. Era solo questione di tempo.
" Non dirlo neanche per scherzo! Io non ti lascio. Eppoi non è vero che sei vecchio. Anzi nessuno sa più cosa sia un vecchio. Persino dal vocabolario hanno fatto scomparire la parola. Adesso si parla di terza età."
" Non dire cazzate Sandro! Sai perfettamente che dico la verità. Non provare nemmeno ad essere generoso con me. Alla gente piace essere generosa per occultare le proprie debolezze e la propria miseria. E tu non meriti di essere classificato in questo genere.
Prendi quel poco d'acqua che rimane e vai. Cerca di salvare te stesso.
Non è più tempo d'eroi.
Non c'è più nulla per cui valga la pena di battersi. Il mito del guerriero che vince il male e difende l'ordine dell'universo si è infranto sulla pochezza degli uomini. 
Ora tutto è più complicato anche se può sembrare estremamente semplice. Domina l'egoismo e prevale l'interesse personale. Ed ogni giorno che passa prende corpo sempre di più quella lunga tradizione di persecuzione che scatena le frustrazioni e l'aggressività repressa verso le minoranze più deboli e senza difese."
Sandro, in cuor suo, condivideva pienamente le ragioni d'Enrico.
Gli sedette accanto percependo un senso totale di vuoto. Lentamente fece scivolare, dal bidone ormai quasi vuoto, le residue gocce d'acqua passandole, come una carezza, sulle labbra screpolate dell'amico. Con un gesto privo di pietà ma carico di tutto l'amore che gli restava.
E per un attimo ebbe l'impressione di sentire, fievole come un battito d'ali, il rumore di un motore in lontananza, mentre sopra l'immensità di quel deserto iniziava a scendere la notte.

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