Nessuno di noi conosce il totale della somma dei giorni che abbiamo avuto in dote. E la definitiva partenza è così improvvisa, a volte,da sembrare quasi,una fuga.
Non è facile tracciare i tratti di una persona se non si possiede una grande capacità d'usare,in maniera magistrale, il pennello e la tavolozza dei colori.
Si rischia,spesso, di fare un pastrocchio e alla fine il quadro che ne viene fuori non rappresenta affatto il soggetto che si voleva dipingere.
Quando l'ho conosciuta,Mimma,era la donna più bella del paese. Me la ricordo con i capelli corti, neri come la notte e la pelle ambrata,tipica delle donne mediterranee.Indossava un tubino rosso che la fasciava come un guanto mettendone in risalto le forme perfette ed armoniose.Una bellezza, la sua, che andava oltre l'aspetto fisico. Una bellezza che le veniva da dentro. Da un enorme cuore che avrei imparato a conoscere ed apprezzare negli anni.
Lei non aveva studiato e non possedeva il potere della conoscenza. Ma aveva un qualcosa di unico che la rendeva eccezionale. Una empatia capace di accogliere le gioie di tutti e di farsi carico di tutti i dolori. Per questo non si perdeva nessun matrimonio, battesimo, comunione e nessun funerale.
Non le importava se conosceva o meno quelle persone. Lei doveva esserci per condividere,con loro, quei momenti così importanti. Come se gli altri non fossero entità diverse e distanti ma tasselli di un unico mosaico che davano un senso alla sua vita.
Non aveva la cultura della conoscenza. Ma possedeva una fantasia così straordinaria che la magia delle sue mani trasformava in autentici capolavori.
E da un modesto scampolo di tessuto prendevano vita abiti che sembravano essere usciti da laboratori di alta moda. Facendo sì che le sue sorelle più piccole fossero belle ed eleganti,così come voleva lei. Perché questo la rendeva felice ed orgogliosa.
Lei era come una notte stellata d'aprile e fragrante come pane appena sfornato. Sapeva di basilico e menta ed aveva il sapore raro delle cose autentiche. Di quelle che non hanno bisogno del supporto delle parole perché per loro è sufficiente il gesto. Ed ogni suo gesto,che si trattasse del marito, dei figli, dei genitori, delle sorelle, del fratello o degli estranei, era un atto d'amore. Un inno all'amore.
Mimma non aveva la cultura della conoscenza.
Aveva soltanto un piccolo, grande cuore.
