( (that is, when words become so light that they weigh less than a snowflake and you can say everything and its opposite,
of course ... in the name of the people)
of course ... in the name of the people)
Il
signor Tutto sentiva di essere profondamente diverso dal
signor Contrario.
Si destreggiava, con
spigliatezza naturale, in un universo di tatticismi e scelte dettate
dalla convenienza, senza mai concedersi una pausa.
Doveva realizzare il suo
progetto. Ad ogni costo.
Una rappresentazione perfetta.
Questo era ciò che aveva preparato a lungo. Attento ad ogni
dettaglio, ad ogni particolare.
Ognuno doveva recitare al
meglio la propria parte. Senza esitazioni o balbettii che avrebbero
potuto minare la perfezione della messa in scena.
E quando il sipario si sarebbe
alzato, la forma, sarebbe entrata piroettando
elegantemente sulle punte, e poco importa se lo spettacolo, alla
fine, risulterà privo di ogni minima sostanza.
Importante è esserci.
Per diritto.
Acquisito con il voto ricevuto
e pertanto inalienabile. Quasi che si trattasse di un imprimatur
divino.
E magari basterebbe molto meno
per essere credibili.
Basterebbe sottrarsi
all’untuosa logica del profitto che come una ragnatela avviluppa
ogni cosa e riscoprire la gioia del dare e del darsi.
Senza calcoli. Con l’istinto
a guidare il gesto. Vestendolo di quella semplice nobiltà capace di
ridare tutti i suoi profumi all’aria e disegnare il cielo con i
colori più tenui.
Riuscendo a percepire la
solennità del silenzio in una notte senza luna dove sotto l’immensa
tela indistinta è ogni forma e cielo e terra e mare sono un corpo
solo, un unico respiro.

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