lunedì 18 maggio 2015

The candidate



" I had a dream . I want a better world where everyone  is in the right place and the right place is within us."
Qualcosa di sufficientemente normale. Un'ambizione persino troppo semplice per non essere realizzabile.
Eppure, fuori dal sogno, in quella realtà che con un pervicace impegno maniacale abbiamo "costruito", giorno dopo giornotutto è più complicato.
Le parole soffrono di un persistente malessere che le rende, spesso, incomprensibili. Così i concetti pervengono  alla sintesi senza il bisogno di sviluppare alcuna  tesi sostenibile.
" Raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo ".
Questo il principio cui si riferisce l'azione di chi scende nell'agone della politica.
" Il candidato ", occulta le proprie idee, nel caso ne avesse mai avute, e propina, alla stregua di un prodotto da scaffale, ciò che richiede l'utenza. Diventa così permeabile agli umori della piazza ed agli indicatori di mercato ( sondaggi ) , da non reggere, neanche, dinanzi a poche gocce di pioggia.
E le promesse più stravaganti si intrecciano con quelle più scellerate, frutto di interessi loschi ed a volte persino criminali. 
In un disordinato girotondo che ci riporta, ogni volta, al punto di partenza. Sempre più diverso e sempre più lontano.
E si sovrappongono pure le forme. Visi noti, volti impresentabili,grugni abbrutiti dalle mille nefandezze compiute o sostenute e musi tondeggianti, abbronzati al sole d'agosto con le fattezze inconfondibili, di ciò che meglio rappresentano.
Perfette facce da culo.



  


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