martedì 16 aprile 2013

PASSION - Incontro con la madre -


Ho sempre immaginato la salita al monte Calvario come la più grande metafora sull'umanità. Mi intrigava l'idea di proporne una lettura particolare , parlando di altri uomini che in tempi diversi ed in posti diversi  si sono caricati del peso dell croce. La quarta stazione è dedicata a Robert Kennedy

" Per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem "

“ La diversità la temi, ti coglie impreparato. Come un albero di pietra, condannato al silenzio, dai frutti di gesso che nessuno raccoglie. “
Era salito sul palco da pochi minuti, quando un suo collaboratore gli si avvicinò per comunicargli una tragica notizia. 
Serrò con forza la mascella, controllando a stento il dolore che si era impadronito di ogni fibra del suo corpo e ricacciando indietro le lacrime parlò ad un’enorme platea, quasi interamente composta da neri.
“ Abbassate i cartelli per favore ed anche la voce. Devo darvi una triste notizia. Stasera, a Memphis nel Tennessee, è stato ucciso Martin Luther King, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla giustizia ed all’amore. In questo giorno, in questo particolare momento è forse bene domandarsi che tipo di nazione siamo e in che direzione vogliamo andare. Molti di voi si possono ritrovare pieni di amarezza e di odio e di voglia di vendetta. Possiamo scegliere di andare in quella direzione. I neri con i neri ed i bianchi con i bianchi pieni di odio gli uni per gli altri. Oppure possiamo fare uno sforzo, come ha fatto Martin Luther King, per capire, per comprendere e sostituire quella macchia di sangue che si è allargata sulla nostra terra con la comprensione e l’amore. Il mio poeta preferito, Eschilo, ha scritto : persino nel nostro sonno, il dolore che non dà tregua, cade, goccia dopo goccia, sul cuore. Finchè nella nostra disperazione, contro la nostra volontà, giunge la saggezza, attraverso la maestosa grazia divina.  Ciò di cui ha bisogno questo paese non è la divisione. Ciò di cui abbiamo bisogno non è odio né violenza, nè anarchia. Ma è amore, saggezza e compassione degli uni verso gli altri. Giustizia per coloro che ancora soffrono, che siano bianchi o che siano neri.
Ogni volta che viene lacerato il tessuto vitale così dolorosamente e faticosamente intrecciato per se e per i propri figli, ogni volta che accade, l’intero paese deve sentirsi umiliato. Eppure sembriamo tollerare un livello crescente di violenza che ignora, sia la nostra comune umanità che le nostre pretese di civiltà. Troppo spesso giustifichiamo coloro che costruiscono la loro vita sui sogni infranti di altri esseri umani. C’è poi un altro tipo di violenza. Più sottile, più subdola e più lenta. Ma altrettanto nefasta e devastante di una bomba che esplode nella notte. E’ la violenza delle istituzioni. L’indifferenza, l’immobilismo ed il degrado. Questa è la violenza che avvelena le relazioni fra uomini. Quando ti insegnano che un uomo è inferiore per il colore della sua pelle o per quello in cui crede, quando ti insegnano che quelli diversi da te minacciano la tua libertà, il tuo lavoro, la tua casa o la tua famiglia, impari a vedere intorno a te nemici, non concittadini. Impari a guardare i tuoi fratelli come estranei con i quali condividi lo spazio della città, ma non la comunità.”
“ Benedisse gli occhi che lo scrutavano e le mani che gli sfioravano le vesti. Nell’aceto intinse il pane che divise con tutti in parti uguali e caricò le spalle di ogni frammento di dolore. “
Bob era cresciuto in una famiglia potente. All’ombra di un patriarca possente come una quercia. Sin da piccolo aveva annusato l’inconfondibile odore del potere e conosciuto le sue mille facce. Senza lasciarsi mai imbrogliare. Con gli occhi spinti oltre l’orizzonte, dove la terra si unisce al cielo  in una linea sola. E lievita l’anima, come il pane, con il profumo del grano che ti riempie il cuore e ti sazia. E ti sorregge nei tragici frangenti in cui annaspi insidiato dai flutti e rifletti sulla possibile resa. E cresci con la radicata convinzione che devi percorrere il sentiero con  altri pellegrini. Dividendo in parti uguali la gioia e la sofferenza.
Bob era cresciuto in una famiglia potente. Dove il cinismo vestiva il gesto e l’astuzia s’accompagnava alla parola.  Ottimi insegnanti per distinguere la forma dal contenuto e diluire il pensiero tra aiuole colme di fiori.
“ Le idee fasciate di seta e con labbra spalmate di miele sono voluttuose e seducenti come le concubine d’Algeri, ma piangono lacrime di rimmel che imbrattano il viso.”
Bob maturò le sue idee. Come le ciliegie di Maggio. Voleva spendersi con tutto se stesso per il suo paese. Credeva in quella nazione. Sapeva che tanti traguardi dovevano ancora essere raggiunti e che bisognava lottare con impegno e con passione.
“ Non troveremo mai personale soddisfazione ammassando beni terreni. Non possiamo misurare il livello di benessere del nostro paese sulla base del prodotto interno lordo. Lo stesso che comprende l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette. Lo stesso che mette nel conto le serrature speciali per le porte delle nostre case e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Lo stesso che cresce con la produzione di missili e di testate nucleari. Il prodotto interno lordo non tiene conto della salute dei nostri figli, della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia né la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia nei nostri tribunali né del livello di equità sociale. Non misura la nostra intelligenza e il nostro coraggio, né la nostra conoscenza e la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. “
A Bob non difettava il coraggio. Decise così di candidarsi alla guida del suo paese. Tra le lacrime della madre trafitta già una prima volta dall’atrocità della violenza.
“ Voi tutti che passate per la via, considerate ed osservate se c’è un dolore simile al mio dolore.”
Speranza che si infranse sulla canna di una pistola che riversò il suo livore sul corpo di Bob che scivolò a terra abbracciato al suo sogno di cambiare il mondo.
“ Nobile la mano che si tende a soccorso di deboli fragilità. Sublime l’occhio che si posa su corpi corrotti dal tempo. Beata la porta che si apre alla pietà senza stridore e alla fontana guida, dove gocce di cielo zampillano. “
 

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