Ho
sempre immaginato la salita al monte Calvario come la più grande
metafora sull'umanità. Mi intrigava l'idea di proporne una lettura
particolare , parlando di altri uomini, che in tempi diversi ed in posti
diversi si sono caricati del peso della croce. La terza stazione è
dedicata a Claudio de Hacha, Horacio Ungaro, Daniel Racero, Maria Clara
Ciocchini e Maria Claudia Falcone. Giovani studenti liceali sequestrati
in piena notte dalla polizia Argentina durante gli anni della dittatura e
scomparsi, insieme a tanti altri, nel nulla.
" Per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem "
L’aria era
fresca e profumava di viole. Tipico delle sere di Settembre in quelle
zone affacciate sull’estuario. Il cielo scintillava di stelle curiose e
l’acqua sembrava danzare avvolta nei riflessi di una deliziosa vanità.
Non una
nuvola in cielo né una sola traccia che annunciasse l’uragano. Che
invece giunse. All’improvviso. Con un tuono che sfondò la porta e
spezzò, per sempre, la tregua che la notte concede al giorno.
“
Moriamo e andiamo via e poi torniamo, mentre tra cielo e terra sbocciano
fiori di cristallo ed avvilito il pensiero si smorza, sotto lo sguardo
distratto di una luna indifferente.”
Daniel fu
il più lesto a rendersi conto di quanto stava accadendo. Come un gatto
saltò via dalla sedia e cercò di guadagnare la finestra che dava sul
cortile. Inutilmente.
Il suo tentativo fu bloccato da due mani d’acciaio che , con feroce violenza, lo sbatterono contro il muro.
I mastini presidiavano la stanza. Tronfi e impettiti con il ghigno soddisfatto del cacciatore che ha messo in trappola la preda.
“ Beati i perseguitati perché ad essi appartiene il regno dei cieli. “
Duro da
accettare quando il mistero è appeso ad asciugare sotto la tiepida
carezza del sole e l’intelletto è stanco di inventare.
Silenzio
che si veste di dolore e passo incerto che vacilla sotto il peso della
croce. E cadi, per la prima volta, su pietre che ti accolgono pietose .
Quanto
può essere grottesca la fantasia del folle quando entra in scena con le
sue deliranti battute ! Non si cura del gradimento della platea perso
com’è a specchiarsi nel proprio talento.
Esattamente a mezzanotte era scattata l’operazione delle “matite spezzate “. L’intera città era stata assediata dal terrore.
Sguadriglie di scagnozzi armate sino ai denti violarono il sonno dei giusti con la brutalità che è solo della belva umana.
E strapparono i figli alle madri.
Ragazzi di
sedici e diciassette anni, tutti studenti di liceo, improvvisamente
divenuti pericolosi sovversivi. Con l’aggravante di essere pure degli
atei.
Lo era
Daniel ed anche il suo amico Horacio. Così come lo era Claudio. E le due
ragazze, Mariaclara e Mariaclaudia. Entrambe catturate a casa di nonna
Elisa, sconvolta ed avvilita da tanta violenza.
Altre notti
ricordava con rimpianto, quando fuori, sulla veranda, si stringeva al
marito e ad occhi chiusi si lasciava cullare dal canto delle cicale.
Adesso le
rubavano l’anima e la carne. Unite nello sguardo di una bimba che
s’aggrappava alle sue braccia, donandole un sorriso.
Perduti
tra grovigli di parole, ci siamo detti simili a Dio per staccare le
radici dalla terra con le domande appese all’amo, lasciate sospese nel
dubbio.
Quel mattino, a Plaza Moreno, c’era stata una manifestazione contro l’abolizione, da parte del governo, del “ boleto escolar secundario .“ Un
tesserino che consentiva agli studenti di avere degli sconti
sull’acquisto dei libri di testo ed una riduzione sul prezzo del
biglietto per l’utilizzo degli autobus.
Un’ occasione colta al volo dalle autorità per mandare in scena la più dotata delle attrici. La mistificazione.
L’inganno
prese corpo e si vestì con l’enfasi della parola e la boria del potere. E
travolse, al suono di fanfare, ogni baluardo di decenza, rendendo greve
il gesto che si chinò smarrito e arreso.
“ Beati coloro i quali hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati. “
Quando le
catene si serrano ai polsi ed in ginocchio ti costringe l’ostile
violenza perché confessi la tua colpa riconoscendo la ragione che non
trovi in loro, cominci a dubitare che ci sia giustizia sotto questo
cielo.
Non
riconosci l’autorevolezza di uno Stato che semina terrore come grano in
autunno. E sospetti persino che Dio sia impegnato altrove.
Mariaclara
stringeva i denti con tutta la forza che le era rimasta. La stavano
picchiando crudelmente da ore. Insieme alla sua amica era stata portata
ad Arana nel Pozo de Banfield. Una centrale segreta dove la polizia
torturava i detenuti per strappare loro delle false confessioni. Lo
esigeva il principio sul quale si reggeva quella dittatura militare, “ la doctrina de la seguridad nacional “
estremizzata in un rigore repressivo che faceva uso di tutti i mezzi,
fuori da ogni forma di legalità, per raggiungere lo scopo.
Fantocci al servizio del male.
“ Se il diavolo esiste non può che somigliare all’uomo, che è il suo inventore. “
Questo
doveva pensare Mariaclaudia mentre piangeva disperatamente. Rannicchiata
in un angolo con le vesti ridotte a brandelli si sentiva sudicia per il
ripetuto oltraggio .
Sommesso il lamento, per non lasciarsi morire trafitta dalla lama sghignazzante di chi disprezza il cielo e le sue forme chiare.
Senza pietà
quei cani ringhiosi, sciolti dal guinzaglio, avevano abusato della sua
innocenza mentre per le vie della città dilagavano le note struggenti di
un tango.
Nonna Elisa
non riusciva a darsi pace. Senza sosta, da due giorni, aveva cercato di
ottenere delle informazioni sulla sorte della nipote e dei suoi amici.
Sembravano essere svaniti nel nulla, “ desaparecidos. “
Neanche da un vecchio amico di famiglia, il commissario Xavier Mendoza, riuscì ad ottenere di più.
“ Non ho
trovato niente. Non risultano segnati neanche tra gli arresti operati
dall’esercito. Vedrà, cara signora, che tutto si risolverà positivamente
in pochi giorni. Magari sono andati in qualche posto senza dire nulla.
Sa come sono questi ragazzi ! “
Elisa lo
guardò in silenzio, sembrava volerlo fulminare con lo sguardo. A stento
riuscì a trattenere un urlo. Ma come si permetteva ! Giocare così
crudelmente con il suo dolore !
Si impose, con uno sforzo sovrumano, di non mostrare alcun turbamento prestandosi a recitare in quella farsa.
“ La prego commissario, in nome della nostra vecchia amicizia, faccia ancora qualche indagine, mi dia una speranza. “
“ Glielo
prometto. Farò tutto quanto mi è possibile. Certo però che anche loro
non sono stati degli angioletti ! Una scelta stupida e infelice quella
di sostenere pericolosi sovversivi legati a movimenti terroristici
nemici dello stato. Questa è una guerra. Una guerra sporca ! “
Si contorce
il tralcio della vite sotto la sferza del vento ed il violento
imperversare della pioggia. Ma non si arrende. Si piega e si difende per
superare la rabbiosa aggressione della tempesta. In attesa che il sole
trovi un varco tra nuvole aperte.
“ Beati gli afflitti perché saranno consolati .”
Horacio era
allo stremo delle forze. Lo avevano torturato per giorni. In maniera
disumana. Con la pelle lacerata e le dita della mano destra spezzate,
languiva in un angolo di quella angusta cella. La barba lunga e gli
occhi spenti come l’anima che non trovava più sostegno nel respiro. Non
riusciva a tener conto del tempo, l’unico galantuomo, ne era certo, che
avrebbe raccolto un giorno i cocci di quella tragedia per rimetterli
insieme, al loro giusto posto , così che potessero essere consegnati
alla storia.
Per quanto
si sforzasse non riusciva a perdonare quegli aguzzini accecati dall’odio
che stavano compiendo scempi inenarrabili. Non poteva accettare l’idea
che un uomo possa spegnere, come se si trattasse di una lampada, la
propria coscienza e tramutarsi nella più feroce delle bestie.
Quando
vennero a prelevarlo, costringendolo a salire sul camion ebbe chiaro
quale fosse il suo destino. Con le mani giunte e gli occhi persi nel
nulla, a labbra chiuse sussurrò il suo ultimo canto.
“ A chi
rivolgerò la mia preghiera quando l’ombra della sera spegnerà l’ultimo
bagliore ? Dove poserò lo sguardo quando sentirò il gelo invadermi ? A
Nord dove il cielo è più basso o a Sud dove dilaga il profumo del mare ?
Ad Est dove il sole sorge maestoso o ad Ovest dove ogni sera in una
morte apparente si spegne ? Per ogni delitto verserò una lacrima e
m’inginocchierò implorando perdono per la stupidità che ci rende ciechi.
Fisserò le stelle tremolanti accendersi una ad una e affiderò il dolore
al suono dei tamburi, prima di svanire oltre l’orizzonte. “

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