venerdì 12 aprile 2013

PASSION - Cade per la prima volta -


Ho sempre immaginato la salita al monte Calvario come la più grande metafora sull'umanità. Mi intrigava l'idea di proporne una lettura particolare , parlando di altri uomini, che in tempi diversi ed in posti diversi si sono caricati del peso della croce. La terza stazione è dedicata a Claudio de Hacha, Horacio Ungaro, Daniel Racero, Maria Clara Ciocchini e Maria Claudia Falcone. Giovani studenti liceali sequestrati in piena notte dalla polizia Argentina durante gli anni della dittatura e scomparsi, insieme a tanti altri, nel nulla.

" Per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem "  

L’aria era fresca e profumava di viole. Tipico delle sere di Settembre in quelle zone affacciate sull’estuario. Il cielo scintillava di stelle curiose e l’acqua  sembrava danzare avvolta nei riflessi di una deliziosa vanità.
Non una nuvola in cielo né una sola traccia che annunciasse l’uragano. Che invece giunse. All’improvviso. Con un tuono che sfondò la porta e spezzò, per sempre, la tregua che la notte concede al giorno.
“ Moriamo e andiamo via e poi torniamo, mentre tra cielo e terra sbocciano fiori di cristallo ed avvilito il pensiero si smorza, sotto lo sguardo distratto di una luna indifferente.”   
Daniel fu il più lesto a rendersi conto di quanto stava accadendo. Come un gatto saltò via dalla sedia e cercò di guadagnare la finestra che dava sul cortile. Inutilmente.
Il suo tentativo fu bloccato da due mani d’acciaio che , con feroce violenza, lo sbatterono contro il muro.
I mastini presidiavano la stanza. Tronfi e impettiti con il ghigno soddisfatto del cacciatore che ha messo in trappola la preda.
Beati i perseguitati perché ad essi appartiene il regno dei cieli. “
Duro da accettare quando il mistero è appeso ad asciugare sotto la tiepida carezza del sole e l’intelletto è stanco di inventare.
Silenzio che si veste di dolore e passo incerto che vacilla sotto il peso della croce. E cadi, per la prima volta, su pietre che ti accolgono pietose .
Quanto può essere grottesca la fantasia del folle quando entra in scena con le sue deliranti battute ! Non si cura del gradimento della platea perso com’è  a specchiarsi nel proprio talento.  
Esattamente a mezzanotte  era  scattata l’operazione delle “matite spezzate “. L’intera città era stata assediata dal terrore.
Sguadriglie di scagnozzi armate sino ai denti violarono il sonno dei giusti con la brutalità che è solo della belva umana.
E strapparono i figli alle madri.
Ragazzi di sedici e diciassette anni, tutti studenti di liceo, improvvisamente divenuti pericolosi sovversivi. Con l’aggravante di essere pure degli atei.
Lo era Daniel ed anche il suo amico Horacio. Così come lo era Claudio. E le due ragazze, Mariaclara e Mariaclaudia. Entrambe catturate a casa di nonna Elisa, sconvolta ed avvilita da tanta violenza.
Altre notti ricordava con rimpianto, quando fuori, sulla veranda, si stringeva al marito e ad occhi chiusi si lasciava cullare dal canto delle cicale.
Adesso le rubavano l’anima  e la  carne. Unite nello sguardo di una bimba che s’aggrappava alle sue braccia, donandole un sorriso.
Perduti tra grovigli di parole, ci siamo detti simili a Dio per staccare le radici dalla terra con le domande  appese all’amo, lasciate sospese nel dubbio.
Quel mattino, a Plaza Moreno, c’era stata una manifestazione contro l’abolizione, da parte del governo, del “ boleto escolar secundario .“  Un tesserino che consentiva agli studenti di avere degli sconti sull’acquisto dei libri di testo ed una riduzione sul prezzo del biglietto per l’utilizzo degli autobus.
Un’ occasione colta al volo dalle autorità per mandare in scena la più dotata delle attrici. La mistificazione.
L’inganno prese corpo e si vestì con l’enfasi della parola e la boria del potere. E travolse, al suono di fanfare, ogni baluardo di decenza, rendendo greve il gesto che si chinò smarrito e arreso.
“ Beati coloro i quali hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati. “
Quando le catene  si serrano ai polsi ed in ginocchio ti costringe l’ostile violenza perché confessi la tua colpa riconoscendo la ragione che non trovi in loro, cominci a dubitare che  ci sia giustizia sotto questo cielo.
Non riconosci l’autorevolezza di uno Stato che semina terrore come grano in autunno. E sospetti persino che Dio sia impegnato altrove.
Mariaclara stringeva i denti con tutta la forza che le era rimasta. La stavano picchiando crudelmente da ore. Insieme alla sua amica era stata portata ad Arana nel Pozo de Banfield. Una centrale segreta dove la polizia torturava i detenuti per strappare loro delle false confessioni. Lo esigeva il principio sul quale si reggeva quella dittatura militare, “ la doctrina de la seguridad nacional “ estremizzata in un rigore repressivo che faceva uso di tutti i mezzi, fuori da ogni forma di legalità, per raggiungere lo scopo.
Fantocci al servizio del male.
“ Se il diavolo esiste non può che somigliare all’uomo, che è il suo inventore. “
Questo doveva pensare Mariaclaudia mentre piangeva disperatamente. Rannicchiata in un angolo con le vesti ridotte a brandelli si sentiva sudicia per il ripetuto oltraggio .
Sommesso il lamento, per non lasciarsi morire trafitta dalla lama sghignazzante di chi disprezza il cielo e le sue forme chiare.
Senza pietà quei cani ringhiosi, sciolti dal guinzaglio, avevano abusato della sua innocenza mentre per le vie della città dilagavano le note struggenti di un tango.
Nonna Elisa non riusciva a darsi pace. Senza sosta, da due giorni, aveva cercato di ottenere delle informazioni sulla sorte della nipote e dei suoi amici.
Sembravano essere svaniti nel nulla, “ desaparecidos.
Neanche da un vecchio amico di famiglia, il commissario Xavier Mendoza, riuscì ad ottenere di più.
“ Non ho trovato niente. Non risultano segnati neanche tra gli arresti operati dall’esercito. Vedrà, cara signora, che tutto si risolverà positivamente in pochi giorni. Magari sono andati in qualche posto senza dire nulla. Sa come sono questi ragazzi ! “
Elisa lo guardò in silenzio, sembrava volerlo fulminare con lo sguardo. A stento riuscì a trattenere un urlo. Ma come si permetteva ! Giocare così crudelmente con il suo dolore !
Si impose, con uno sforzo sovrumano, di non mostrare alcun turbamento prestandosi a recitare in quella farsa.
“ La prego commissario, in nome della nostra vecchia amicizia, faccia ancora qualche indagine, mi dia una speranza. “
“ Glielo prometto. Farò tutto quanto mi è possibile. Certo però che anche loro non sono stati degli angioletti ! Una scelta stupida e  infelice quella di  sostenere pericolosi sovversivi legati a movimenti terroristici nemici dello stato. Questa è una guerra. Una guerra sporca ! “
Si contorce il tralcio della vite sotto la sferza del vento ed il violento imperversare della pioggia. Ma non si arrende. Si piega e si difende per superare la rabbiosa aggressione della tempesta. In attesa che il sole trovi un varco tra nuvole aperte.
“ Beati gli afflitti perché saranno consolati .”
Horacio era allo stremo delle forze. Lo avevano torturato per giorni. In maniera disumana. Con la pelle lacerata e le dita della mano destra spezzate, languiva in un angolo di quella angusta cella. La barba lunga e gli occhi spenti come l’anima che non trovava più sostegno nel respiro. Non riusciva a tener conto del tempo, l’unico galantuomo, ne era certo, che avrebbe raccolto un giorno i cocci di quella tragedia per rimetterli insieme, al loro giusto posto , così che potessero essere consegnati alla storia.
Per quanto si sforzasse non riusciva a perdonare quegli aguzzini accecati dall’odio che stavano compiendo scempi inenarrabili. Non poteva accettare l’idea che un uomo possa spegnere, come se si trattasse di  una lampada, la propria coscienza e tramutarsi nella più feroce delle bestie.
Quando vennero a prelevarlo, costringendolo a salire sul camion ebbe chiaro quale fosse il suo destino. Con le mani giunte e gli occhi  persi nel nulla, a labbra chiuse sussurrò il suo ultimo canto.
“ A chi rivolgerò la mia preghiera quando l’ombra della sera spegnerà l’ultimo bagliore ? Dove poserò lo sguardo quando sentirò il gelo invadermi ? A Nord dove il cielo è più basso o a Sud dove dilaga il profumo del mare ? Ad Est dove il sole sorge maestoso o ad Ovest dove ogni sera in una morte apparente si spegne ? Per ogni delitto verserò una lacrima e m’inginocchierò implorando perdono per la stupidità che ci rende ciechi. Fisserò le stelle tremolanti accendersi una ad una e affiderò il dolore al suono dei tamburi, prima di svanire oltre l’orizzonte. “

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