Ho sempre
immaginato la salita al monte Calvario come la più grande metafora
sull'umanità. Mi intrigava l'idea di proporne una lettura particolare,
parlando di altri uomini che in tempi diversi ed in posti diversi si
sono caricati del peso della croce. La tredicesima stazione è dedicata a: Chiara Amirante e Andrew Pochter
" Per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem ".
“ La terra si scosse, le rocce si
spezzarono ed i sepolcri si aprirono mentre, come un sudario, un silenzio pieno
di paura , avvolse quel corpo, ormai privo di vita, restituito al dolore della
madre ”.
Nella
diversità che distingue i simili, alcuni uomini, purtroppo non in tanti, si
caratterizzano per la straordinaria capacità di vivere in funzione degli altri.
I loro neuroni sfuggono alle più elementari leggi della logica e rispondono
direttamente al cuore. Una sorta di “
ribellione interiore “ che li porta a rifiutare ogni forma di personale
interesse e a spendere ogni alito del
proprio respiro, donandolo a chi più ne ha bisogno. Amore che sgorga copioso
dalla piaga del costato e si raggruma nella quiete dell’attesa. Speranza di
resurrezione che, come un lampo, attraversa il cielo e folgora l’anima.
“ …amatevi, gli uni e gli altri, come io
vi ho amato. Nessuno ha un amore più grande di questo “.
Da
tempo Chiara aveva seri problemi di salute. La malattia le causava dolori
atroci che nessun farmaco riusciva a bloccare. Cronica, incurabile e con un
particolare interessamento della retina che in breve l’avrebbe resa cieca .
Questa la diagnosi di numerosi luminari. I migliori in Europa ed anche negli
Stati Uniti.
“ Ho sempre cercato, come penso faccia
ogni persona, qualcosa capace di dare un
senso profondo alla mia esistenza. Ho una sola vita e voglio spenderla per
qualcosa di grande, mi dicevo, mentre cercavo la pace e la sorgente capace di
dissetare il mio cuore, sempre inquieto. Cercavo la gioia che mi giunse,
all’improvviso, come una folgorazione, leggendo un passo del Vangelo “.
Viviamo
in un mondo di ruminanti. Bruchiamo l’erba con esasperante lentezza mentre, in
ogni angolo, delle vite si spengono, come candele esposte alla furia del vento,
in attesa di decisioni che stentano ad arrivare. Eppure, se filtrate da cinici
e sterili tornaconti, le scelte più opportune sarebbero possibili e semplici.
Questo il compito, nobile e apprezzabile, di chi governa. Spogliato
dall’imbarazzo di inutili sofismi e
sordo alle spinte interessate di gruppi di potere che, impudentemente, decidono
sulla nostra sorte.
E la
ragione sottomessa e schiava di una “
ragion di stato “ che fa dire al
piccolo Alem, sugli altopiani Etiopi: “ Padre, perché Dio non vive nel nostro
mondo “ ?
“ Dopo la mia guarigione che, secondo il
parere di tutti i medici che avevano seguito il decorso della mia malattia, era
straordinaria e miracolosa, iniziai a recarmi di notte per strada spinta da un
semplice desiderio: condividere la gioia del mio incontro con Cristo, con quei
fratelli che erano più disperati. Non immaginavo davvero di incontrare un
popolo così sterminato di giovani soli, emarginati, sfregiati nella profondità
del cuore e nella loro dignità, vittime
dei terribili tentacoli di piovre infernali. Quante ragazze costrette a vendere
il proprio corpo a gente senza scrupoli e quanti giovani distrutti,
imprigionati nell’illusione di un paradiso artificiale. Quante grida lancinanti
mai ascoltate da nessuno. E rabbia, violenza, degrado, disperazione. E quanta
sete e fame d’amore “.
Ci
sfugge come un’anguilla il senso della vita che cerchiamo con affanno. E non ci
rendiamo conto, a volte, che lo teniamo sul palmo della mano, come un minuscolo
ed invisibile granello di polvere. Basta soltanto attivare lo sguardo e
scrutare in profondità la propria anima per notare la scintilla che accende di
luce l’universo e lo rende immenso ed eterno.
“ Portaci via da questo inferno ! “
Una
richiesta accorata. Una implorazione che non poteva essere disattesa.
“ Ebbi presto la certezza che il vero
problema dei tanti ragazzi che incontravo in strada, di notte, non era tanto la
tossicodipendenza , l’alcolismo, la povertà, la devianza, la prostituzione, la
violenza o la criminalità, ma la morte dell’anima. Un male terribile che
accomunava tutti quanti. Mi è venuta così l’idea di una comunità d’accoglienza
dove proporre come regola di vita il Vangelo. Naturalmente avevo mille timori,
mi rendevo conto che per una ragazza di ventisette anni, senza risorse
economiche, pensare di trovare una casa dove andare a vivere con ragazzi
raccolti dalla strada era da considerare una follia. Ma sapevo che a Dio tutto
è possibile “.
Straordinaria
persona Chiara !
Capace
di spezzare le catene di una banalità che tinge di grigio i nostri giorni,
rendendoli opachi e senza luce.
Straordinaria
persona Chiara !
Capace di cancellare le nuvole dal cielo per
ridargli i colori della speranza e
dell’amore.
“
E’ davvero urgente che ci mettiamo ad ascoltare il silenzioso e
terribile grido del popolo della notte che si leva verso il cielo. Sono troppi
i nostri fratelli che continuano a morire, ogni giorno, nei deserti delle
nostre città. Ciascuno di noi, da solo, può fare ben poco, ma insieme possiamo
colorare di cielo gli inferni del mondo. Una cosa è certa: l’amore fa miracoli
“.
Cos’altro
è un fiume se non la somma di numerosi ruscelli. Piccoli rivoli che dai monti scivolano a valle per confluire
in un unico corso che disegna la via verso il mare. Un infinito abbraccio di
piccole gocce d’acqua, capaci, alla fine, di formare un immenso oceano.
Andrew
era un ragazzo come tanti. Semplice, generoso e pieno di vita. Una travolgente
curiosità lo sollecitava ad esplorare il mondo senza alcun pregiudizio. Con
l’attenzione ed il riguardo che si deve alle cose preziose. E questa era la sua
idea del creato e delle creature che lo popolavano.
Un
mondo da perlustare con rispetto e con amore.
Lo
stesso amore che lo portò ad insegnare la sua lingua, l’inglese, ai piccoli
egiziani. In un paese dilaniato da feroci tensioni e diviso da quelle stupide
barriere che , spesso, gli uomini costruiscono, per giustificare la loro
idiozia.
“ Ciao ragazzo come stai ? Ti prego di
accettare le mie scuse per non essere lì per la tua cerimonia di promozione. In
questo momento sono ad Alessandria d’Egitto per insegnare la lingua inglese ai
giovani della tua età. Parlano tutti in arabo così imparare l’inglese come
seconda lingua è abbastanza difficile. Ma sono tutti molto intelligenti,
proprio come te.
Qui la situazione è veramente complicata.
Il paese attraversa un momento di radicale cambiamento politico che genera
focolai preoccupanti. Il pericolo è sempre in agguato. Ma anche se ho dei
problemi c’è sempre qualcuno disposto ad aiutarmi. A mia volta anch’io sto
cercando di fare il mio meglio per gli altri. Ma non sono nato così. Senza aver
conosciuto persone riflessive e premurose come te, probabilmente sarei stato
più scontroso. Il tuo cuore gentile ed il tuo carattere genuino, mi sono stati
da modello. Non perdere mai la curiosità per le cose belle della vita. Continua
a farti stupire dalle escursioni nei boschi e sulle montagne. Esci dalla
routine cittadina, se puoi. Circondati di buoni amici che possano esserti
d’aiuto nei momenti di difficoltà. Innamorati. Riprenditi il tuo cuore
infranto. E poi innamorati ancora. Respira ogni giorno la vita come se fosse la
prima volta. Cerca qualcosa da amare e non smettere di farlo finchè non trovi
qualcos’altro per cui valga la pena di vivere. Non vergognarti dei tuoi errori.
Sono loro che ti fanno crescere. Non ti fermare ad ascoltare chi ti critica
negativamente. Parla con convinzione e credi in te stesso perché il tuo modo di
essere è più importante di come ti hanno educato.
Cerca di non dimenticarmi “.
Lo
scorso 28 Giugno, durante una protesta antigovernativa tra sostenitori ed
oppositori del presidente Mohamed Morsi, Andrew è stato pugnalato a morte.
“ Non sono i sani che hanno bisogno del
medico, ma i malati. Io non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori
“.
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