mercoledì 31 luglio 2013

Passion - Deposto dalla Croce -

Ho sempre immaginato la salita al monte Calvario come la più grande metafora sull'umanità. Mi intrigava l'idea di proporne una lettura particolare, parlando di altri uomini che in tempi diversi ed in posti diversi si sono caricati del peso della croce. La tredicesima stazione è dedicata a: Chiara Amirante e Andrew Pochter

" Per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem ".
 
 
 
“ La terra si scosse, le rocce si spezzarono ed i sepolcri si aprirono mentre, come un sudario, un silenzio pieno di paura , avvolse quel corpo, ormai privo di vita, restituito al dolore della madre ”.
Nella diversità che distingue i simili, alcuni uomini, purtroppo non in tanti, si caratterizzano per la straordinaria capacità di vivere in funzione degli altri. I loro neuroni sfuggono alle più elementari leggi della logica e rispondono direttamente al cuore. Una sorta di “ ribellione interiore “ che li porta a rifiutare ogni forma di personale interesse  e a spendere ogni alito del proprio respiro, donandolo a chi più ne ha bisogno. Amore che sgorga copioso dalla piaga del costato e si raggruma nella quiete dell’attesa. Speranza di resurrezione che, come un lampo, attraversa il cielo e folgora l’anima.
“ …amatevi, gli uni e gli altri, come io vi ho amato. Nessuno ha un amore più grande di questo “.
Da tempo Chiara aveva seri problemi di salute. La malattia le causava dolori atroci che nessun farmaco riusciva a bloccare. Cronica, incurabile e con un particolare interessamento della retina che in breve l’avrebbe resa cieca . Questa la diagnosi di numerosi luminari. I migliori in Europa ed anche negli Stati Uniti.
“ Ho sempre cercato, come penso faccia ogni persona,  qualcosa capace di dare un senso profondo alla mia esistenza. Ho una sola vita e voglio spenderla per qualcosa di grande, mi dicevo, mentre cercavo la pace e la sorgente capace di dissetare il mio cuore, sempre inquieto. Cercavo la gioia che mi giunse, all’improvviso, come una folgorazione, leggendo un passo del Vangelo “.
Viviamo in un mondo di ruminanti. Bruchiamo l’erba con esasperante lentezza mentre, in ogni angolo, delle vite si spengono, come candele esposte alla furia del vento, in attesa di decisioni che stentano ad arrivare. Eppure, se filtrate da cinici e sterili tornaconti, le scelte più opportune sarebbero possibili e semplici. Questo il compito, nobile e apprezzabile, di chi governa. Spogliato dall’imbarazzo di inutili sofismi  e sordo alle spinte interessate di gruppi di potere che, impudentemente, decidono sulla nostra sorte.
E la ragione sottomessa e schiava di una “ ragion di stato “   che fa dire al piccolo Alem, sugli altopiani Etiopi: “ Padre, perché Dio non vive nel nostro mondo “ ?
“ Dopo la mia guarigione che, secondo il parere di tutti i medici che avevano seguito il decorso della mia malattia, era straordinaria e miracolosa, iniziai a recarmi di notte per strada spinta da un semplice desiderio: condividere la gioia del mio incontro con Cristo, con quei fratelli che erano più disperati. Non immaginavo davvero di incontrare un popolo così sterminato di giovani soli, emarginati, sfregiati nella profondità del cuore  e nella loro dignità, vittime dei terribili tentacoli di piovre infernali. Quante ragazze costrette a vendere il proprio corpo a gente senza scrupoli e quanti giovani distrutti, imprigionati nell’illusione di un paradiso artificiale. Quante grida lancinanti mai ascoltate da nessuno. E rabbia, violenza, degrado, disperazione. E quanta sete e fame d’amore “. 
Ci sfugge come un’anguilla il senso della vita che cerchiamo con affanno. E non ci rendiamo conto, a volte, che lo teniamo sul palmo della mano, come un minuscolo ed invisibile granello di polvere. Basta soltanto attivare lo sguardo e scrutare in profondità la propria anima per notare la scintilla che accende di luce l’universo e lo rende immenso ed eterno.
“ Portaci via da questo inferno ! “
Una richiesta accorata. Una implorazione che non poteva essere disattesa. 
“ Ebbi presto la certezza che il vero problema dei tanti ragazzi che incontravo in strada, di notte, non era tanto la tossicodipendenza , l’alcolismo, la povertà, la devianza, la prostituzione, la violenza o la criminalità, ma la morte dell’anima. Un male terribile che accomunava tutti quanti. Mi è venuta così l’idea di una comunità d’accoglienza dove proporre come regola di vita il Vangelo. Naturalmente avevo mille timori, mi rendevo conto che per una ragazza di ventisette anni, senza risorse economiche, pensare di trovare una casa dove andare a vivere con ragazzi raccolti dalla strada era da considerare una follia. Ma sapevo che a Dio tutto è possibile “.
Straordinaria persona Chiara !
Capace di spezzare le catene di una banalità che tinge di grigio i nostri giorni, rendendoli opachi e senza luce.
Straordinaria persona Chiara !
 Capace di cancellare le nuvole dal cielo per ridargli i colori  della speranza e dell’amore.
  E’ davvero urgente che ci mettiamo ad ascoltare il silenzioso e terribile grido del popolo della notte che si leva verso il cielo. Sono troppi i nostri fratelli che continuano a morire, ogni giorno, nei deserti delle nostre città. Ciascuno di noi, da solo, può fare ben poco, ma insieme possiamo colorare di cielo gli inferni del mondo. Una cosa è certa: l’amore fa miracoli “.

Cos’altro è un fiume se non la somma di numerosi ruscelli. Piccoli rivoli  che dai monti scivolano a valle per confluire in un unico corso che disegna la via verso il mare. Un infinito abbraccio di piccole gocce d’acqua, capaci, alla fine, di formare un immenso oceano.
Andrew era un ragazzo come tanti. Semplice, generoso e pieno di vita. Una travolgente curiosità lo sollecitava ad esplorare il mondo senza alcun pregiudizio. Con l’attenzione ed il riguardo che si deve alle cose preziose. E questa era la sua idea del creato e delle creature che lo popolavano.
Un mondo da perlustare con rispetto e con amore.
Lo stesso amore che lo portò ad insegnare la sua lingua, l’inglese, ai piccoli egiziani. In un paese dilaniato da feroci tensioni e diviso da quelle stupide barriere che , spesso, gli uomini costruiscono, per giustificare la loro idiozia.
“ Ciao ragazzo come stai ? Ti prego di accettare le mie scuse per non essere lì per la tua cerimonia di promozione. In questo momento sono ad Alessandria d’Egitto per insegnare la lingua inglese ai giovani della tua età. Parlano tutti in arabo così imparare l’inglese come seconda lingua è abbastanza difficile. Ma sono tutti molto intelligenti, proprio come te.
Qui la situazione è veramente complicata. Il paese attraversa un momento di radicale cambiamento politico che genera focolai preoccupanti. Il pericolo è sempre in agguato. Ma anche se ho dei problemi c’è sempre qualcuno disposto ad aiutarmi. A mia volta anch’io sto cercando di fare il mio meglio per gli altri. Ma non sono nato così. Senza aver conosciuto persone riflessive e premurose come te, probabilmente sarei stato più scontroso. Il tuo cuore gentile ed il tuo carattere genuino, mi sono stati da modello. Non perdere mai la curiosità per le cose belle della vita. Continua a farti stupire dalle escursioni nei boschi e sulle montagne. Esci dalla routine cittadina, se puoi. Circondati di buoni amici che possano esserti d’aiuto nei momenti di difficoltà. Innamorati. Riprenditi il tuo cuore infranto. E poi innamorati ancora. Respira ogni giorno la vita come se fosse la prima volta. Cerca qualcosa da amare e non smettere di farlo finchè non trovi qualcos’altro per cui valga la pena di vivere. Non vergognarti dei tuoi errori. Sono loro che ti fanno crescere. Non ti fermare ad ascoltare chi ti critica negativamente. Parla con convinzione e credi in te stesso perché il tuo modo di essere è più importante di come ti hanno educato.
Cerca di non dimenticarmi “.
Lo scorso 28 Giugno, durante una protesta antigovernativa tra sostenitori ed oppositori del presidente Mohamed Morsi, Andrew è stato pugnalato a morte.
“ Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori “.
   

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