domenica 15 aprile 2012

Non c'è orma senza piede


Non ci sono anni migliori di altri. Nel suo scorrere , il tempo è come un fiume. A volte scivola placidamente  ed altre irrompe con inaspettata violenza.
Nell’alternarsi dei giorni, di albe e di tramonti, di cieli dai colori cangianti e mari dagli umori mutevoli, sogni ed aspirazioni prendono forma e languidamente si vestono di vita.
Non v’è una strada  sulla quale ci si  muove sicuri . L’incertezza domina ovunque ed è padrona del gioco.  Spostare la pedina, sperando d’aver fatto la mossa giusta, è quanto rimane. Altro non si può quando si sfida il destino.
Esso ti blandisce accarenzandoti la pelle con la piacevole brezza di un tiepido vento  di maggio mentre divertito ride di scherno.
Non è dato squarciare il velo che copre il cielo rivelando il mistero dell’aria che penetra ogni cosa e d’ogni cosa si veste.
Né bere acqua dandole una forma con le mani.
Precari equilibri su cui  dondola la mente avanzando con cautela, un piede dietro l’altro, per evitare cadute in precipizi ed abissi senza fine.
E la luna ad osservare distratta.
Agostino scendeva dalla collina dei castagni. Ancora poche centinaia di metri e sarebbe arrivato al monastero
In quell’oasi  sperava di trovare conforto.
Doveva tacitare la ragione e rifocillare la passione che quasi s’era spenta.
Per tutto il viaggio, che ora gli pesava sulle membra, un pensiero l’aveva accompagnato.
Quale uomo  conosce se stesso ?
Chi è capace di dominare la ragione sciogliendo i lacci della passione per  poi zittirla e aprire l’anima come una vela in cerca di vento ?
Chi raccoglie i frutti che offre il bosco, con misura, senza ingordigia, consapevole che di ognuno la terra è madre ?
Il dubbio ingrassa nell’ombra ed è sempre in agguato ! Si nutre della  nostra fragilità e si maschera con la nostra smodata ambizione.
E noi persi tra le parole, affascinati dal suono della nostra voce. La sola che amiamo ascoltare !
E incapaci di cogliere i nostri difetti, presi come siamo dall’incanto dei nostri pregi, pretendiamo, negli altri, la perfezione, reggendoci su piedi carichi di pesi a volte insostenibili , avanzando a fatica,  schiacciati dal fragore del silenzio.
La luce non ha bisogno di rumore !
Taglia l’aria a fette e naviga l’intero universo squarciando il buio.
E la ragione vibra di passione nell’incontenibile anelito di sciogliere i nodi di tutti i misteri.
Non c’è  orma senza piede !
Un rintocco di campane scosse Agostino che era giunto al ponte sul ruscello.
Rapidamente lo attraversò e passando tra due meravigliosi glicini avvinghiati alle pietre delle vecchie mura  varcò la grande porta del monastero.





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