I ragazzi s’erano seduti in
cerchio. Proprio accanto al vecchio salice che fletteva i rami per accarezzare
l’acqua del ruscello.
Li
aveva conosciuti al convento.
Impegnati
a dedicare una buona parte del loro tempo libero agli altri, spesso meno
fortunati di loro.
Cercavano
di dare pienezza alla loro vita trovando risposte alle tante domande.
Esattamente come lui. Agostino amava quel posto.
Toglieva
le scarpe e a piedi nudi respirava la terra. Sentiva l’erba tra le dita e
l’alito del vento sulla pelle.
E si
perdeva sospeso nell’aria come una
farfalla che per la prima volta azzarda il volo.
Cosa
copre il cielo col suo manto di stelle ?
Inquietante
domanda e tasselli da incastrare con perizia e abilità per completare l’opera e
navigare verso approdi senza nebbia.
“
Maestro parlaci dell’amore ! “
Annalisa
gli aveva posto la domanda con un sussurro così lieve da sembrare una preghiera.
Non
voleva che lo chiamassero maestro. Non si sentiva pronto per quel ruolo. Sapeva
di non avere la necessaria competenza e
indossare quei panni gli creava un evidente disagio.
Cosa
avrebbe potuto insegnare uno come lui con l’anima persa oltre le nuvole ?
“L’amore
è seno di madre che allatta i suoi piccoli “ disse.
“ E’
vita che genera vita. Discesa dopo ogni salita e strada diritta dopo il
periglio della curva. E’ foglia che si stacca dal ramo e plana sicura
sull’erba.
L’amore
è carezza di vento e goccia di pioggia, rombo di tuono e fuoco che brucia senza
mai consumarsi.
Credete
nell’amore che gioisce della vostra gioia e soffre del vostro dolore !
Amate
l’amore tanto quanto l’amore vi ama.
Cercatelo
in ogni cosa perché in ogni cosa lo troverete. “
“ Ma
come , maestro, se non ha una forma sua ? “ chiese timidamente Piero . “
Forse che ha una forma l’aria ?
Eppure
di aria riempite ogni istante i polmoni !
Respirate
amore ed il vostro cuore se ne sazierà.
La sua
dimensione è affidata alla parola.
Ognuno
lo veste della propria così che prende forma e lo si può toccare.
Ora
l’amore è spicchio di luna e stella che
accende il cielo.
Ombra
che svanisce sotto un raggio di sole e gatto che gioca sul cuscino.
E’
respiro del mondo e melodia di ogni suono.
E’
rispetto, comprensione, perdono. “
“ Ma
come potremo perdonare chi ha ucciso nostro fratello ? ” Chiese Valeria.
“
Forse che l’albero quando ci dona i suoi frutti indica chi ha il diritto di
coglierli ?
Ne
riempie i rami offrendoli a tutti. E
tutti possono averne.
Ora,
se l’albero non si pone il problema di stabilire chi è meritevole dei suoi
frutti, possiamo farlo noi ?
Amare
chi ci ama è cosa semplice.
Amare
chi ci disprezza e ci ferisce è qualcosa che va oltre. Qualcosa di più“.
“ Ma
non è certo facile, maestro “ esclamò Alberto !
“
Forse che è facile privarsi di qualcosa e donarla quando nessuno ce lo ha
ancora chiesto ? L’amore è porta che si apre prima che qualcuno bussi. E’
abbraccio senza nome, silenzio che stordisce e anima che si dischiude e si rivela.
L’amore
è sogno ed è realtà. Terra senza una linea di confine ed orizzonte che sfuma
immerso nei colori. E si accontenta di poco. Perché all’amore, per esistere, basta
un po’ d’amore. “

Nessun commento:
Posta un commento