lunedì 2 dicembre 2013

Il gioco dell'ombra





I ragazzi s’erano seduti in cerchio. Proprio accanto al vecchio salice che fletteva i rami per accarezzare l’acqua del ruscello.  
Li aveva conosciuti al convento.
Impegnati a dedicare una buona parte del loro tempo libero agli altri, spesso meno fortunati di loro.
Cercavano di dare pienezza alla loro vita trovando risposte alle tante domande. Esattamente come lui. Agostino amava quel posto.
Toglieva le scarpe e a piedi nudi respirava la terra. Sentiva l’erba tra le dita e l’alito del vento sulla pelle.
E si perdeva sospeso nell’aria  come una farfalla che per la prima volta azzarda il volo.
Cosa copre il cielo col suo manto di stelle ?
Inquietante domanda e tasselli da incastrare con perizia e abilità per completare l’opera e navigare  verso approdi senza nebbia.
“ Maestro parlaci dell’amore ! “
Annalisa gli aveva posto la domanda con un sussurro così lieve da sembrare una preghiera.
Non voleva che lo chiamassero maestro. Non si sentiva pronto per quel ruolo. Sapeva di non  avere la necessaria competenza e indossare quei panni gli creava un evidente disagio.
Cosa avrebbe potuto insegnare uno come lui con l’anima persa oltre le nuvole ?
“L’amore è seno di madre che allatta i suoi piccoli “ disse.
“ E’ vita che genera vita. Discesa dopo ogni salita e strada diritta dopo il periglio della curva. E’ foglia che si stacca dal ramo e plana sicura sull’erba.
L’amore è carezza di vento e goccia di pioggia, rombo di tuono e fuoco che brucia senza mai consumarsi.
Credete nell’amore che gioisce della vostra gioia e soffre del vostro dolore !
Amate l’amore tanto quanto l’amore vi ama.
Cercatelo in ogni cosa perché in ogni cosa lo troverete. “
“ Ma come , maestro, se non ha una forma sua ? “ chiese timidamente Piero . “ Forse che ha una forma l’aria ?
Eppure di aria riempite ogni istante i polmoni !
Respirate amore ed il vostro cuore se ne sazierà.
La sua dimensione è affidata alla parola.
Ognuno lo veste della propria così che prende forma e lo si può toccare.
Ora l’amore è spicchio di luna  e stella che accende il cielo.    
Ombra che svanisce sotto un raggio di sole e gatto che gioca sul cuscino.
E’ respiro del mondo e melodia di ogni suono.
E’ rispetto,  comprensione,  perdono. “
“ Ma come potremo perdonare chi ha ucciso nostro fratello ? ” Chiese Valeria.
“ Forse che l’albero quando ci dona i suoi frutti indica chi ha il diritto di coglierli ?
Ne riempie i  rami offrendoli a tutti. E tutti possono averne.  
Ora, se l’albero non si pone il problema di stabilire chi è meritevole dei suoi frutti,  possiamo farlo noi ?
Amare chi ci ama è cosa semplice.
Amare chi ci disprezza e ci ferisce è qualcosa che va oltre. Qualcosa di più“.
“ Ma non è certo facile, maestro “ esclamò Alberto !
“ Forse che è facile privarsi di qualcosa e donarla quando nessuno ce lo ha ancora chiesto ? L’amore è porta che si apre prima che qualcuno bussi. E’ abbraccio senza nome, silenzio che stordisce e anima che si dischiude e si  rivela.
L’amore è sogno ed è realtà. Terra senza una linea di confine ed orizzonte che sfuma immerso nei colori. E si accontenta di poco. Perché all’amore, per esistere, basta un po’ d’amore. “

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