venerdì 17 aprile 2015

La solitudine delle idee




Con poche parole efficaci si possono esprimere dei pensieri mirabili, se si è in possesso di mirabili pensieri. Parole capaci di penetrare il cielo ed il suo grigio manto di nuvole liberando il sole dalla sua incomprensibile apatia, oppure se ne può abusare, utilizzandone una massa inutile e straripante buona soltanto a spezzare il silenzio creando l'illusione che il frastuono generato dal loro flusso incontrollato sia , esso stesso, il pensiero.
La differenza è notevole allorquando può sembrare sottile e persino banale. Attiene all'ordine ed alla sostanza delle cose. Alla loro giusta collocazione. Funzionale, naturalmente, ad evitare il caos delle idee. Ad impedire loro di essere soffocate da una sempre più crescente solitudine. Come quella dei numeri primi o di quanti hanno scelto la compagnia delle stelle ed i silenzi della prima alba, quando ancora il peso dei rumori non sovrasta l'aria fresca e pungente del mattino.
Non ha compagni la solitudine. Ne amici. 
Ne si può spezzare come pane e dividerla in parti uguali.
E' singolare. Unica. Esclusiva e personale.
Come una seconda pelle. Ti appartiene ed è tua.
Puoi soltanto sperare di riuscire a vincerla nascondendole l'angoscia che ti genera.  
Illudendo te stesso che l'attimo, fugace, nel quale stringi al petto la persona che più ami, sia eterno.



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