Prenditi cura dei tuoi sogni perché in essi c'è una stupenda magia che rende possibile l'impossibile.
Io lo ricordo così, con la barba dai riflessi d’argento ed i lunghi capelli legati da una striscia di cuoio che si era consumata nel corso degli anni.
Alfonso non aveva età !
Come il campanile della chiesa ed il bosco di querce, appena oltre il ponte, ingombrava la memoria di noi tutti.
Da tempo aveva scelto di vivere in una piccola baita in mezzo al bosco. Lontano dal frastuono dei giorni che, diceva, non erano più i giorni della sua infanzia quando il tempo era pieno di silenzi ovattati e le lancette segnavano le ore senza riempirle di inutili affanni.
Lui era come la brezza del mattino che sfiora l’erba pregna di rugiada e pungente come l’odore della terra dopo un temporale.
Mio padre non voleva che lo frequentassi. Diceva che non ci stava con la testa e che da lui non avrei potuto imparare niente di buono.
" Stagli alla larga " mi ripeteva, " stagli alla larga ".
Ma io lo adoravo. Non solo perché era il fratello di mia madre, ma sopratutto per la cura che si prendeva di me trattandomi come un adulto. Mi parlava con gli occhi quasi chiusi mentre camminava all'indietro, come i granchi, sfiorando con leggerezza i ricordi che profumavano di viole.
Zio Alfonso collezionava i ricordi !
Scelti uno ad uno e nascosti tra le foglie insieme ai sogni, per sottrarli alle insidie di una realtà ostile e soffocante.
" Attento Marco " mi diceva, " attento ai ladri di sogni ! "
" Arrivano strisciando come serpi e te li trovi addosso all'improvviso. Pronti ad avvelenarti la mente impedendoti di volare ovunque con l'immaginazione. Noi non possiamo definire il colore dell'aria né la forma dell'acqua. Ma la nostra mente sì. Lei può farlo giocando con tutti i colori e con tutte le forme. Questo i nemici dei sogni lo sanno perfettamente. Sanno che i sogni possono cambiare il mondo. Renderlo migliore. Un mondo senza paura delle differenze e delle diversità. Un mondo senza miseria e povertà, senza guerre e senza angosce per il domani che deve ancora arrivare. Un mondo pieno di compassione e d'amore con la luna che gioca a deporre fiocchi di cielo tra le curve disegnate dai monti.
Lotta sempre con tutte le forze per realizzare i tuoi sogni. Abbine cura come se ne può avere di una cosa rara e preziosa. In loro c'è una magia così straordinaria capace di rendere possibile l'impossibile. E tra le righe del mare, che l’onda scrive e subito cancella, potrai smascherare il pregiudizio rendendolo inoffensivo e suggerire il perdono che mette tutti i conti in ordine spegnendo sul nascere l'insidia dell'odio che può divampare in un rogo inarrestabile. "
Uomo di poche parole e di lunghi silenzi. Zio Alfonso non provava alcun rancore. Conosceva bene quel labirinto e sapeva quanto la solitudine può essere , a volte, esigente e selettiva. Lasciando in bocca il sapore amaro del risentimento.
Alfonso era stato tante cose e niente !
Dubbio dilaniato da mille incertezze e vanità riflessa in una goccia d’aqua. E pensieri che volavano leggeri dalle sue labbra a noi che lo ascoltavamo rapiti mentre vestiva le parole coi colori della festa.
Alfonso collezionava l’amore !
Ne riempiva la borraccia e l’anima. Lo versava nel bicchiere e a piccoli sorsi saziava la sete. Invitando tutti a bere. Sì che a nessuno appassisse il sorriso sulla bocca.
A spegnere il battito del suo cuore giunse a tradimento il gelo che gli strinse il petto e lo colse a mani aperte con gli occhi persi tra i colori dei ciliegi.
Ed in processione, da tutte le valli, scesero i pastori con gli otri pieni di vento e canti sussurrati a labbra chiuse.
Alfonso non aveva età !
Come il campanile della chiesa ed il bosco di querce, appena oltre il ponte, ingombrava la memoria di noi tutti.
Da tempo aveva scelto di vivere in una piccola baita in mezzo al bosco. Lontano dal frastuono dei giorni che, diceva, non erano più i giorni della sua infanzia quando il tempo era pieno di silenzi ovattati e le lancette segnavano le ore senza riempirle di inutili affanni.
Lui era come la brezza del mattino che sfiora l’erba pregna di rugiada e pungente come l’odore della terra dopo un temporale.
Mio padre non voleva che lo frequentassi. Diceva che non ci stava con la testa e che da lui non avrei potuto imparare niente di buono.
" Stagli alla larga " mi ripeteva, " stagli alla larga ".
Ma io lo adoravo. Non solo perché era il fratello di mia madre, ma sopratutto per la cura che si prendeva di me trattandomi come un adulto. Mi parlava con gli occhi quasi chiusi mentre camminava all'indietro, come i granchi, sfiorando con leggerezza i ricordi che profumavano di viole.
Zio Alfonso collezionava i ricordi !
Scelti uno ad uno e nascosti tra le foglie insieme ai sogni, per sottrarli alle insidie di una realtà ostile e soffocante.
" Attento Marco " mi diceva, " attento ai ladri di sogni ! "
" Arrivano strisciando come serpi e te li trovi addosso all'improvviso. Pronti ad avvelenarti la mente impedendoti di volare ovunque con l'immaginazione. Noi non possiamo definire il colore dell'aria né la forma dell'acqua. Ma la nostra mente sì. Lei può farlo giocando con tutti i colori e con tutte le forme. Questo i nemici dei sogni lo sanno perfettamente. Sanno che i sogni possono cambiare il mondo. Renderlo migliore. Un mondo senza paura delle differenze e delle diversità. Un mondo senza miseria e povertà, senza guerre e senza angosce per il domani che deve ancora arrivare. Un mondo pieno di compassione e d'amore con la luna che gioca a deporre fiocchi di cielo tra le curve disegnate dai monti.
Lotta sempre con tutte le forze per realizzare i tuoi sogni. Abbine cura come se ne può avere di una cosa rara e preziosa. In loro c'è una magia così straordinaria capace di rendere possibile l'impossibile. E tra le righe del mare, che l’onda scrive e subito cancella, potrai smascherare il pregiudizio rendendolo inoffensivo e suggerire il perdono che mette tutti i conti in ordine spegnendo sul nascere l'insidia dell'odio che può divampare in un rogo inarrestabile. "
Uomo di poche parole e di lunghi silenzi. Zio Alfonso non provava alcun rancore. Conosceva bene quel labirinto e sapeva quanto la solitudine può essere , a volte, esigente e selettiva. Lasciando in bocca il sapore amaro del risentimento.
Alfonso era stato tante cose e niente !
Dubbio dilaniato da mille incertezze e vanità riflessa in una goccia d’aqua. E pensieri che volavano leggeri dalle sue labbra a noi che lo ascoltavamo rapiti mentre vestiva le parole coi colori della festa.
Alfonso collezionava l’amore !
Ne riempiva la borraccia e l’anima. Lo versava nel bicchiere e a piccoli sorsi saziava la sete. Invitando tutti a bere. Sì che a nessuno appassisse il sorriso sulla bocca.
A spegnere il battito del suo cuore giunse a tradimento il gelo che gli strinse il petto e lo colse a mani aperte con gli occhi persi tra i colori dei ciliegi.
Ed in processione, da tutte le valli, scesero i pastori con gli otri pieni di vento e canti sussurrati a labbra chiuse.

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