Quando giunse in cima aveva il fiato strozzato in gola.
Respirò lentamente appoggiato ad una roccia sulla quale, appena ripreso, si sedette.
E puntò dritto la linea dell'orizzonte, tesa come un filo tra le sommità di vette sulle quali minuscole nuvole d'ovatta sostavano immobili.
Cercava la voce del silenzio ed il respiro del vento per intonare insieme a loro un canto di speranza. Una preghiera che spezzasse la mediocrità e la frantumasse in mille cocci ridando spessore e sostanza al pensiero, snaturato, offeso ed imprigionato in spazi così angusti da soffocarlo a morte.

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