mercoledì 15 gennaio 2014

Dov'è finito Artù


Nel nostro immaginario, quasi tutti, siamo stati affascinati dalla figura dell'eroe senza macchia e senza paura. Con gli occhi appena socchiusi abbbiamo volato, sulle ali della fantasia, in soccorso di chi ne aveva maggiormente bisogno sconfiggendo draghi dalla lingua di fuoco e liberando dalla prigionia bellissime donzelle. E come pochi altri, Artù, con il suo mito e la sua leggenda, ha incarnato,per noi, il ruolo del cavaliere per eccellenza. Nell'accezione più completa e più nobile che si può attribuire ad una simile figura. 
Poi, quando abbiamo aperto gli occhi, per guardare in faccia la realtà dei nostri giorni ci siamo resi conto, amaramente, di come tutto sia diverso. Nessuna nobiltà nel gesto di chi ci dovrebbe governare e tanta miseria in azioni che non hanno nulla di cavalleresco.


Camelot era lì
solenne ed irreale
dove comincia il bosco
e il fiume entra nel mare

Ho visto i cavalieri
venire lenti, avanti
le spade scintillanti
magnifici i destrieri

Artù alla loro testa
cantavano le gesta d'eroi senza paura
e poi su quell'altura d'incanto son svaniti
ed ora è solo bruma che s'alza da ogni zolla

Credetemi era ieri
che ho visto i cavalieri
oltre l'ansa del fiume
dove comincia il bosco


 

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